
Appello per salvare dalla
fame le famiglie di Rafah
Scalzi nel gelo: i bambini, tra le rovine, vanno in giro scalzi. E’ un giorno gelido anche a Rafah e i piedi dei bimbi sono lividi per il freddo
Dall’ottobre 2000, la Striscia di Gaza è sotto il totale assedio da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). A Sud della Striscia, Rafah, al confine con l’Egitto, accanto ad un vasto insediamento israeliano, vive una situazione drammatica.
Dati tratti da un articolo (dopo l’attacco
israeliano del 10 gennaio 2002 al villaggio di Rafah) di Jeff Halper (Israeli
Committee Against House Demilitions , ICAHD -- Comitato Israeliano contro la
Demolizione delle Case )
In queste cifre tutta la
disperazione delle donne, degli uomini, delle bambine e dei bambini di Rafah,
villaggio, che anche noi, Donne in Nero, abbiamo avuto l’esperienza di visitare
l’estate scorsa. Intere famiglie vivono nelle tende soltanto con pochi attrezzi da cucina forniti dall' UNRWA.
Non è possibile per loro, spostarsi, lavorare, recarsi all’ospedale europeo di
Khan Younis, perché ci sono continui blocchi militari, perché la Striscia di
Gaza è stata tagliata in tre zone dai bulldozer israeliani e guardate a vista
dai militari. L'esportazione dei prodotti locali è bloccata. Il livello di
disoccupazione raggiunge il 6O%.
I campi ridotti a sterpaglia, alberi sradicati, secchi, morti, il terreno sconvolto, ai bordi solo macerie e resti di case distrutte. Il villaggio è attraversato da una strada centrale di terra battuta sulla quale si affacciano case annerite, bruciate, sforacchiate. In fondo alla strada principale, cumuli di macerie, muri anneriti, polvere, bambini. E poi un altissimo reticolato, oltre, i soldati. Attorno, prima del confine, solo cumuli altissimi di macerie. E’ in questo incubo che questi bambini, queste bambine, queste donne, questi uomini vivono. Chi non ha ancora avuto la casa distrutta sa che la prossima casa a cadere sarà la sua.
La distruzione delle case a Rafah
è chiaramente un crimine di guerra e costituisce una grave violazione dalla
Quarta Convenzione di Ginevra che protegge i civili sotto occupazione (e che
Israele ha firmato e ratificato). L'Articolo 33 della Quarta Convenzione
afferma che: "Nessuna persona sotto protezione può essere punita per un
reato che non abbia commesso personalmente. Sono vietate sia le punizioni
collettive che tutte le misure di intimidazione o di terrorismo. Sono vietate
le rappresaglie contro le persone sotto protezione e contro le loro proprietà
".
L'Associazione
israelo-palestinese, Ta'ayush, lancia una campagna di raccolta di fondi per le
famiglie di Rafah, che saranno consegnati a Khalil Shaheem, attivista di Gaza
per i diritti umani, che si impegna a distribuire i danari alle famiglie,
secondo le loro necessità.
Alle Donne in Nero italiane,
che si fanno promotrici e garanti dell'iniziativa, verrà inviata una
lista sottoscritta dalle famiglie beneficiate con l'entità della somma
elargita. Anche la somma più insignificante è un contributo importante.
Se volete avere contatti personali con le famiglie informateci.
Noi Donne in Nero italiane abbiamo accolto l’appello dell’associazione israelo-palestinese, Ta'ayush, con la quale da tempo collaboriamo, perché pensiamo che la situazione del villaggio di Rafah non possa passare sotto silenzio e che debba essere portata all’attenzione sia dell’opinione pubblica italiana che resa nota a tutte le forze politiche italiane ed europee.
Per maggiori informazioni
sulla Striscia di Gaza consultate il sito web di Palestinian Center for
Human Rights: www.pchrgaza.org
per finanziare il progetto:
Inviare assegni barrati a Anat Matar, 33 Bernstein-Cohen St., Ramat-Hasharon
47213, Israel.
Bonifico:
Bank Hadoar, c.c. N.2836805,
dandone comunicazione a Anat Matar
Per ulteriori informazioni:
Anat Matar, matar@post.tau.ac.il
Tamar Pelleg-Sryck, tamarpel@netvision.net.il
Yaron Caspi, yaronc@weizmann.ac.il
Gush Shalom-pob 3322, Tel-Aviv 61033-http://www.gush-shalom.org/
Dal 2 al 9 marzo 2002, come Donne in Nero, organizziamo un viaggio in Palestina/Israele.
Per informazioni viaggio:
Donne in nero tel. 06-69950217-
69200965/75
fax 06-69950200 email lmorgantini@europarl.eu.int
Per
informazioni Appello Rafah
sanvitomarinella@libero.it tel:02/55019620
Milano gennaio 2002
Distribuito da Donne in Nero
sanvitomarinella@libero.it tel:02/55019620