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Comunicato stampa 14-11-06

Alla cortese attenzione delle redazioni locali

Anche a Magenta diciamo No al razzismo  e SI' all'accoglienza
Comunicato stampa del Coordinamento del Comitato Intercomunale per la Pace del Magentino
 
 
 
Gentile Direttore Responsabile
 
dopo aver preso nota di due "comunicati" apparsi su "Città Oggi" e nelle caselle del Quartiere Nord di Magenta, il nostro coordinamento, dopo un ennesimo incontro con la comunità mussulmana che chiede di potersi riunire a pregare in santa pace nel ben noto capannone di Magenta, vuole ancora entrare nel merito della questione, certamente complessa, ma significativa per tutto il territorio del Magentino.
Vorremmo spiegare il perché citando l'esperienza di Silvia Finzi, che racconta in un bel libro l'esperienza della sua Famiglia in Tunisia - tunisina figlia d'italiani ebrei divenuti poi francesi al tempo del Protettorato un giorno chiese al padre: "Insomma, io cosa sono?" E il padre le parlò così " Ti dirò quel che alla stessa domanda mi rispose tuo nonno [che provò l'esperienza dei lagers nazisti]... Se insultano i mussulmani, sei mussulmana. Se gli ebrei, sei ebrea. Se i cristiani, sei cristiana."
Noi facciamo nostro questo pensiero ed entriamo quindi in campo contro la persecuzione della comunità mussulmana in quel di Magenta.
E veniamo ai comunicati:
- su "Città Oggi"  si fa finalmente vivo l' imbrattatore del muro del capannone con la scritta razzista e minacciosa "BOSSI VI UCCIDERA' TUTTI". Chi scrive dice di essere un "ragazzo di 16 anni" e di aver agito a titolo personale, pur essendo iscritto al Movimento dei Giovani Leghisti. Chiede quindi scusa alla sua Casa Madre, la Lega Nord, per averla esposta alle critiche dell'opinione pubblica, ma non chiede scusa alla gente mussulmana. Anzi, dice di aver agito perché "..tornando dalla Stazione, mi imbatto ogni volta in gruppi di uomini in turbante che invadono le vie circostanti la "moschea"..." e quindi chiede "alla Lega Nord di fare qualcosa per queste situazioni per ritornare padroni a casa nostra". Il problema non è dunque minacciare di uccidere un intera categoria di persone (gli islamici) ma il fatto che "Magenta sta diventando un Centro d'accoglienza per immigrati". L'intervento pubblico dell'imbrattatore dimostra in modo molto chiaro che la Lega Nord di Magenta è tutt'altro che estranea ai fatti che abbiamo denunciato nelle scorse settimane; se non è l'autrice materiale diretta della scritta è per lo meno la "mandante culturale". Oppure non si è spiegata bene con gli appartenenti al proprio movimento giovanile.
Ma La Lega Nord di Magenta, con un volantino, raccoglie l' appello dei suoi giovani e, con un lungo trattato di xenofobia spiega benissimo e senza fronzoli cosa sta dietro all'intervento dell' Amministrazione Comunale di Magenta nel quartiere Nord. Il titolo è estremamente chiaro: "Abbiamo detto NO alla Moschea ... Prima di tutto il rispetto per le nostre leggi e per la nostra cultura, per la nostra identità e per il nostro territorio" e poi, tra l' altro dice: "non siamo contrari in modo preconcetto ad un credo religioso, siamo contrari all'invasione di immigrati clandestini e ad una religione che disprezza tutto ciò che ritiene essere a lei contrario... un plauso va al Sindaco e agli Uffici Comunali che hanno dimostrato prontezza nel gestire al meglio una non facile situazione". Dunque una posizione, preconcetta e generalizzata a miliardi di persone di fede mussulmana (facendo di tutta l'erba un fascio), che disprezza gli islamici in quanto a noi contrari. Una posizione che fa il paio con l'integralismo islamico di peggior specie, un atteggiamento dal quale, per dovere di civiltà, occorre invece distanziarsi al massimo grado se si vogliono risolvere i problemi e non invece crearli (ma è orami ben noto che può far comodo buttare le colpe su qualcuno, specialmente se "diverso" e poco conosciuto, piuttosto che affrontare veramente i problemi dei cittadini). L'intervento dell'Amministrazione comunale, di cui la Lega Nord fa parte, sulla questione del centro islamico non è stato dunque dettato, come più volte pubblicamente sostenuto dal Sindaco, da problemi di tipo urbanistico e non è vero che "non esiste alcuna pregiudiziale di ordine politico rispetto a chi intende trovarsi per pregare". La verità è un'altra.
Ma veniamo al sodo: dai nostri riscontri sul luogo e parlando con la gente, e anche col Sindaco, abbiamo appurato quanto segue: la comunità mussulmana non ha "costruito nessuna Moschea abusiva" a Magenta e Osama Bin Laden non abita qui.
In assoluta buona fede, un gruppo di operai di diverse nazionalità, che a malapena arriva a 1000 euro al mese lavorando tutto il giorno nei campi o nelle fonderie (lavori pesantissimi i che giovani italiani tipo il 16 enne imbrattatore leghista si guardano molto bene dall'intraprendere...) hanno messo insieme ben 16.000 euro per affittare un capannone in ottimo stato per potersi riunire tra loro e, soprattutto il venerdì, poter pregare secondo la propria religione. "Siamo soli e lontani dalla nostra patria, come possiamo sopravvivere in una terra tanto diversa dalla nostra se non abbiamo un luogo dove poterci riunire ed aiutare quelli di noi che hanno bisogno?". Uno di loro ci raccontava, piangendo, di un giovane e bravissimo operaio, Ashfaq Hamed, di 36 anni, tornato in Pakistan qualche settimana fa per vedere il figlioletto appena nato : Hamed invece ha trovato la morte in Patria pochi giorni fa in un incidente d'auto... Ora raccolgono fondi per la sua famiglia e anche noi abbiamo contribuito. Sono storie drammatiche di migranti, che anche gli italiani ben conoscono sin da quando dai nostri paesi dovettero andare in Belgio, Brasile, Francia, Stati Uniti, in cerca di una vita migliore.
Di fronte a questa situazione noi proponiamo la strategia dell' Accoglienza,  che è un atteggiamento di assoluta saggezza e lungimiranza di fronte al fenomeno, che aumenterà sempre di più, dell'arrivo nei nostri paesi di cittadini stranieri portatori di culture, tradizioni e lingue diverse e che noi vogliamo imparare a conoscere, apprezzare e rispettare. Questo è il metodo migliore per avere in cambio il rispetto della nostra cosiddetta "identità", questa è la via per l'integrazione e la crescita culturale di una comunità, in spirito di fratellanza (e, ovviamente, nel rispetto delle nostre leggi, tutte sicuramente coerenti con questa impostazione basata sul rispetto dei diritti umani e non sul rifiuto, sull'egoismo e sulla vendetta). I primi a portare avanti questa politica di integrazione dovrebbero essere gli Amministratori Comunali, come si sta tendando di fare in numerosi comuni (tra i quali la vicina Abbiategrasso dove esiste un centro islamico che si sta mettendo in relazione di proficuo scambio con la comunità locale); Amministratori Comunali che governano la città e quindi che dovrebbero prima di tutto avere rispetto per tutti i propri concittadini, anche di quelli con la pelle scura e che vanno a lavorare in motorino alle 5 del mattino.
Le nostre proposte?
- organizzeremo UN PUBBLICO INCONTRO nella città di Magenta per aiutare la comunità mussulmana a esprimere le proprie ragioni, i propri bisogni e le proprie opinioni e inviteremo i cittadini, le associazioni e la stessa Amministrazione Comunale ad essere presente al confronto, che vorremmo fosse franco e sereno.
- vorremmo poi  fare iniziative, da definire con i cittadini  solidali di Magenta, per costruire un rapporto di amicizia e fratellanza con la comunità musulmana, perché conoscere vuol dire capire, perché anche il "lupo nero" delle nostre nonne era solo un modo per farci stare buoni.
 
per il Comitato
Il Presidente Antonio Oldani
cell 347 9782591

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Aggiornato il: 28 novembre 2006