Campagna nazionale di

EducAzione alla pace e ai Diritti Umani

 

Progetto

 

Anno scolastico 2001-2002

 

promosso dal

Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace

e dalla Tavola della Pace

 

nell'ambito del

Decennio delle Nazioni Unite per una Cultura di Pace e Nonviolenza

per le Bambine e i Bambini del Mondo (2001-2010)

e del

Decennio delle Nazioni Unite per l'educazione ai Diritti Umani (1995-2004)

 

in applicazione del

Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Ministero della Pubblica Istruzione
e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace

 

Un progetto per sostituire

la cultura della guerra con la cultura della Pace, la cultura della competizione selvaggia con quella della cooperazione, l'esclusione con l'accoglienza, l'individualismo con la solidarietà,

la separazione con la condivisione, l'arricchimento con la ridistribuzione,

la sicurezza nazionale armata con la sicurezza comune.

 

 

Per informazioni e adesioni:

Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace

Via della Viola 1, 06122 Perugia

Tel. 075 5722479 - Fax 075 5721234 - e-mail: info@entilocalipace.it

 

Le motivazioni

 

L’Onu ha proclamato il 2000 Anno Internazionale per la Cultura della Pace e ha dichiarato il periodo 2001-2010 "Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Nonviolenza per le Bambine e i Bambini del Mondo". In precedenza, l’Onu aveva proclamato il periodo 1995-2004 “Decennio per l’educazione ai Diritti Umani”.

 

Per rafforzare queste decisioni, il 13 settembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una “Dichiarazione” e un “Programma d’azione per una cultura di Pace”.

 

L’obiettivo è “mobilitare l’opinione pubblica a livello nazionale e internazionale per costruire e promuovere una cultura di pace, facendo leva sull’impegno individuale e sul coinvolgimento delle istituzioni e delle organizzazioni a tutti i livelli, da quello internazionale a quello locale. In ogni paese, città o quartiere la cultura della pace può essere affermata in molti modi diversi, lavorando per sradicare le profonde cause culturali della violenza e della guerra, come la povertà, l’esclusione, l’ignoranza e lo sfruttamento.” 

 

Il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e la Tavola della Pace, raccogliendo l'appello delle Nazioni Unite, propongono a tutte le scuole, ai Comuni, alle Province, alle Regioni e alle associazioni un progetto di educazione alla pace e ai diritti umani denominato “La mia scuola per la pace” da realizzare nell’anno scolastico 2001-2002.

 

 

Gli obiettivi

 

Il progetto "La mia scuola per la pace" si propone di:

 

1.      suscitare una vasta mobilitazione educativa in tutto il paese diretta principalmente a diffondere tra i giovani la cultura della pace e dei diritti umani e un maggiore impegno a loro sostegno;

2.      promuovere un ampio dibattito sul ruolo della scuola nella costruzione della pace e nella promozione dei diritti umani, in sintonia con i programmi dell’Onu, dell’Unesco e dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani;

3.      coinvolgere il maggior numero di scuole di ogni ordine e grado, sollecitando l'avvio, nell’anno scolastico 2001-2002, di concrete attività di educazione alla pace e ai diritti umani;

4.      raccogliere e valorizzare le esperienze più significative di educazione alla pace nelle scuole;

5.      promuovere la collaborazione tra studenti, insegnanti, Enti Locali e associazioni per la diffusione della cultura della pace;

6.      contribuire alla definizione dei nuovi curricoli scolastici nazionali (in modo che diano giusto rilievo all’educazione alla pace);

7.      promuovere l'inserimento permanente dell'educazione alla pace e ai diritti umani nei programmi scolastici di tutte le scuole di ogni ordine e grado;

8.      contribuire alla definizione di alcune linee guida per la preparazione dei Piani di Offerta Formativa;

9.      estendere sul territorio nazionale la rete delle strutture associative e istituzionali permanenti (presso i Comuni, le Province e le Regioni) per l'educazione e la promozione della pace e dei diritti umani.

 

Il Programma

 

Il progetto prevede le seguenti fasi:

 

 

Maggio-Giugno 2001

1.      Promuovere l'adesione delle Scuole al progetto “La mia scuola per la pace” e alla Marcia per la pace Perugia-Assisi del 14 ottobre 2001 “Cibo, acqua e lavoro per tutti” (una marcia alla riscoperta del valore della solidarietà e della condivisione, per la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarietà).

2.      Inviare subito l’adesione delle Scuole al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace o alla Tavola della Pace.

3.      Invitare tutte le scuole di ogni ordine e grado a promuovere progetti di educazione alla pace e ai diritti umani nell’anno scolastico 2001-2002. Riflettere sulle seguenti domande: Quale posto ha la pace nella tua scuola? La tua scuola è un luogo di pace? La tua scuola è un luogo dove s’insegna e s’impara la pace? Cosa può fare la tua scuola “per la pace”?

 

 

 

Settembre-Ottobre 2001

4.      Sollecitare le scuole ad aderire al progetto “La mia scuola per la pace” e a promuovere progetti di educazione alla pace e ai diritti umani (i progetti approvati devono essere inviati al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace).

5.      Organizzare la partecipazione alla Marcia Perugia-Assisi delle delegazioni di studenti e insegnanti delle scuole aderenti (ogni delegazione è invitata a portare uno striscione con il nome della scuola);

6.      Domenica 14 ottobre 2001: Partecipazione delle scuole alla Marcia per la pace Perugia-Assisi (durante la Marcia saranno raccolti i progetti di educazione alla pace avviati dalle scuole).

7.      Censimento e pubblicazione dell’elenco delle scuole e dei progetti di educazione alla pace.

 

 

 

Marzo-Aprile 2002

8.      Assisi. Meeting nazionale dei giovani e delle scuole che hanno avviato progetti di educazione alla pace: presentazione dei progetti realizzati, confronto e definizione dei nuovi programmi.

 

 


La Pace a scuola

 

La riforma della scuola offre un’occasione importante per promuovere l’educazione alla pace affrontando alcune domande:

 

Quale posto ha la pace a scuola?

 

La scuola è un luogo di pace?

 

La scuola è un luogo dove s’insegna e s’impara la pace?

 

Cosa può fare una scuola “per la pace”?

 

 La risposta a queste domande ci coinvolge tutti: scuola, istituzioni locali, associazionismo, famiglie. Qual è il ruolo di ciascuno? In che modo è possibile sviluppare una collaborazione fattiva? La scuola dell’autonomia attribuisce nuove responsabilità alle Regioni e agli Enti Locali. In quale modo queste istituzioni possono contribuire alla costruzione di una scuola di pace?

 

Per rispondere a queste domande, il 21 marzo 2000, il Coordinamento Nazionale degli Enti locali per la Pace e il Ministero della Pubblica Istruzione hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa teso a rafforzare il contributo degli Enti Locali e delle Regioni alla promozione della cultura della pace nell'ambito della scuola. Il Protocollo riconosce l’educazione alla pace (con tutti i suoi elementi di educazione interculturale, ai diritti umani, allo sviluppo, alla legalità, alla solidarietà, alla nonviolenza) quale parte integrante degli obiettivi formativi della nostra scuola.

 

Il secondo elemento che dà valore a questo Protocollo è costituito dai soggetti che vengono citati e chiamati a collaborare: Ministero, Autorità scolastiche nazionali e territoriali, Enti Locali, Regioni, studenti, insegnanti e organizzazioni della società civile. Da questa fotografia emerge l’immagine di una “educazione alla pace” che non è responsabilità esclusiva di un soggetto predeterminato ma risultato dell’azione congiunta, coordinata, continuativa di tanti soggetti diversi per collocazione, finalità istituzionali, posizione e ruolo sociale. 

 

La ricerca della collaborazione paritaria tra tutti questi soggetti diventa oggi condizione necessaria per un’azione educativa efficace. Studenti, insegnanti, autorità scolastiche, associazioni ed Enti Locali possono unire competenze, esigenze, risorse valorizzando il protagonismo di ciascuno e costruendo una fitta rete di attività che deve divenire sempre più quotidiana e ordinaria.  L'educazione alla pace non è una nuova materia da aggiungere agli altri insegnamenti. L'educazione alla pace è l'educazione civica del futuro. L’educazione alla pace è educazione ai diritti umani, alla democrazia, all’intercultura e alla convivenza, alla solidarietà, allo sviluppo, alla nonviolenza, alla soluzione nonviolenta dei conflitti, alla mondialità. L’educazione alla pace non si limita all'insegnamento dei valori e dei principi ma è orientata all'azione.