UNA LETTERA A BUSH DI FAMILIARI DELLE VITTIME DELL'11 SETTEMBRE

 

Caro signor Presidente,

ognuno di noi ha perso almeno un familiare l'11 settembre 2001. Le scriviamo per esprimere la nostra grave preoccupazione riguardo alla sua dichiarata intenzione di condurre la nostra nazione in guerra contro l'Iraq. Dopo quello che abbiamo subito, nessuno piu' di noi potrebbe desiderare la fine del terrorismo. E' questo il motivo per cui la esortiamo vivamente a perseguire delle azioni diplomatiche, multilaterali e non violente che proteggano il popolo americano da qualsiasi pericolo possa provenire dal regime iracheno.

 

Il nostro gruppo, le "Famiglie dell'undici settembre per un domani pacifico", e' stato formato per far si' che nessuna famiglia in nessun luogo della terra viva il dolore e la perdita che noi abbiamo subito attraverso una violenza insensata. Noi sappiamo che una guerra in Iraq causerebbe la sofferenza di molte migliaia di famiglie irachene innocenti, persone che, come i nostri familiari l'11 settembre, si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Inoltre una guerra metterebbe in pericolo le nostre truppe, causando lutti e sofferenze ad altre famiglie americane.

 

Le esprimiamo il nostro disappunto per il fatto che Lei ha usato l'anniversario della morte dei nostri cari non come un momento per la riflessione e il dolore, ma come il momento per fare appello alla guerra verso una nazione che non e' in rapporto con i fatti dell'11 settembre.

 

Temiamo che una guerra contro l'Iraq distogliera' le necessarie risorse dal compito di indagare e portare davanti alla giustizia i responsabili per l'attacco dell'11 settembre. Temiamo che questa guerra possa destabilizzare le regione del Medio Oriente e costare la vita a un numero enorme di civili innocenti in altre nazioni. Siamo profondamente preoccupati per il fatto che altri morti possono soltanto alimentare il fuoco del terrorismo e dare la possibilita' alle organizzazioni terroristiche di reclutare con maggiore facilita' chi vorra' danneggiarci.

 

Temiamo che una nuova guerra possa diminuire il nostro impegno nel portare stabilita' e democrazia in Afghanistan. Il nostro gruppo, le Famiglie dell'undici settembre per un domani pacifico, ha inviato quest'anno due delegazioni in Afghanistan. Alcuni membri del nostro gruppi hanno incontrato dozzine di normali famiglie afgane. Gli Stati Uniti non possono permettersi di abbandonare le proprie responsabilita' riguardo alla ricostruzione dell'Afghanistan. Sappiamo meglio di chiunque altro quali effetti possa avere in America un Afghanistan instabile.

 

Infine, siamo profondamente preoccupati per il fatto che Lei sta presentando la guerra contro l'Iraq come un'azione preventiva e, se necessario, unilaterale. Questo e' un pericoloso precedente in un mondo che sta diventando sempre piu' interconnesso e interdipendente. Non crediamo che il ruolo guida a livello mondiale degli Stati Uniti consista nell'agire in un modo che possa servire da scusa alle altre nazioni che sceglieranno l'azione militare come prima piuttosto che come ultima soluzione per regolare i conflitti. Nel corso di quest'ultimo anno, ognuno di noi ha provato a rispondere alla morte dei propri cari non con la rabbia o la collera, ma con il sincero desiderio di creare un mondo in cui nessuna famiglia provi le nostre stesse sofferenze. Ci auguriamo che Lei si unisca a noi nell'onorare i nostri cari perseguendo la strada di un futuro di pace. Vogliamo che l'America sia un luogo sicuro. E soprattutto, non vogliamo vedere un altro 11 settembre ripetersi in nessun luogo della terra.  Aspettiamo con ansia una Sua risposta alle nostre preoccupazioni.

 

Sinceramente,

Famiglie dell'undici settembre per un domani pacifico