APPELLO DEI MISSIONARI S.U.A.M. AI GOVERNANTI E POLITICI SULL'URGENZA DELLA CONVIVENZA PACIFICA


San Pietro in Vincoli (Ravenna) - Noi, missionarie e missionari del SUAM - il Segretariato Unitario di Animazione Missionaria che riunisce i rappresentanti di tutti gli Istituti, Associazioni ed Enti missionari,
femminili e maschili, religiosi e laicali - riuniti in assemblea per uno scambio fraterno sulle varie forme di "animazione missionaria nelle scuole", non abbiamo potuto fare a meno di riflettere su un gravissimo problema di attualità che molto ci preoccupa e coinvolge, personalmente e come organismi
missionari che si dedicano alla convivenza fraterna tra tutti i popoli della terra.

Siamo estremamente preoccupati per tutti i conflitti e le guerre ancora oggi in atto nel mondo ed in particolare per l'attuale crescente crisi internazionale dovuta, tra l'altro, all'acuirsi della tensione tra Stati
Uniti d'America ed Iraq.

Affermiamo, con tutta la forza che deriva dalla nostra profonda convinzione, il principio umano della solidarietà globale ed individuale, di ogni popolo e di ogni individuo, presente e futuro sul pianeta e sull'universo.

Affermiamo con altrettanta determinazione la necessità di fermare e sanare ogni forma di violenza e di terrorismo, da qualunque parte queste provengano. Ripetiamo quanto già scritto nel febbraio scorso "La guerra non solo non risolve i problemi, ma è contraria alla Costituzione Italiana (art. 11) e al diritto internazionale vigente" (Forum 2, Ariccia, 8 feb.'02).

Come cittadini e missionari, ci rivolgiamo in modo particolare a voi, politici e governanti del nostro Paese, affinché non vi lasciate travolgere  dalla logica - che sembra affermarsi sempre più oggi nel mondo - secondo cui le scorciatoie della forza, delle armi e della guerra debbano essere i percorsi più celeri ed efficaci per regolare i rapporti conflittuali tra i popoli o per debellare violenze e terrorismi. E' una logica immorale ed inefficace a spirale esponenziale, un percorso senza ritorno.

Constatiamo, infatti, che i recenti e sempre più facili conflitti armati non solo sono stati incapaci di fermare il terrorismo internazionale, ma hanno semmai aggravato le situazioni di violenza provocando morte, distruzione ed immane sofferenza per milioni di persone e famiglie innocenti; hanno acuito il risentimento tra i popoli e le culture.

Noi missionarie e missionari ci uniamo, con tutta la forza interiore di cui siamo capaci, all'appello che il Papa ha rivolto ai cattolici e a tutte le persone di buona volontà, ad un anno dai tragici disumani attacchi
terroristici, e riaffermiamo che è quanto mai "necessario ed urgente uno sforzo concorde e risoluto per avviare nuove iniziative politiche ed economiche capaci di risolvere le scandalose situazioni di ingiustizia e di oppressione, che continuano ad affliggere tanti membri della famiglia umana, creando condizioni favorevoli all'esplosione incontrollabile del rancore. Quando i diritti fondamentali sono violati è facile cadere preda delle tentazioni dell'odio e della violenza. Bisogna costruire insieme una cultura globale della solidarietà, che ridia ai giovani la speranza nel futuro...
Solo dalla verità e dalla giustizia possono scaturire la libertà e la pace. Su questi valori è possibile costruire una vita degna dell'uomo. Fuori di essi c'è solamente rovina e distruzione" (Giovanni Paolo II, udienza
generale, 11 sett. 2002).

Ci rivolgiamo a voi, politici e governanti, che rappresentate noi e la nostra nazione in Italia e nel consesso internazionale, perché siamo convinti che "voi siete capaci di portare pace, di riceverla e di donarla" e che l'unica vera soluzione sia quella di "mettervi attorno ad un tavolo per discutere le vie e i mezzi che conducono al bene comune, con spirito di realismo umano, etico e politico".

Abbiamo volutamente preso in prestito queste ultime parole dall'appello che i vescovi del Burundi hanno recentemente rivolto ai "governanti e ai belligeranti" del loro Paese, perché è una delle tante voci che testimoniano e provano, da una parte la spirale distruttrice e irrefrenabile della violenza armata e dall'altra la genuina e inviolabile aspirazione di pace e di convivenza delle popolazioni del Sud e del Nord del mondo. Con loro affermiamo che "il dialogo è l'unica soluzione ragionevole", non solo per risolvere i rapporti conflittuali che hanno radici remote ma anche per "prevenire" il sorgere di nuove conflittualità e per vivere e governare nella pacifica convivenza.


S. Pietro in Vincoli (Ravenna), 14 settembre 2002

Missionari Comboniani e Missionarie Comboniane,  Missionari e Missionarie della Consolata, Missionari e Missionarie del PIME, Missionari Saveriani e Missionarie Saveriane, Missionari Verbiti, Padri Bianchi,  Società Missionari d'Africa, Ancelle Missionarie del SS. Sacramento, Figlie di Maria Missionarie,  Francescane Missionarie di Maria, Missionarie Mariste, Nostra Signora degli Apostoli, Comunità Missionaria di Villaregia, Comunità "Redemptor Hominis", Missionarie Laiche PIME, Missionarie Secolari
Comboniane, A.L.M., F.A.L.M.I., MI.L.MA.C., Movimento San Francesco Saverio.

 

Marcello Storgato sx
Segretario nazionale, SUAM
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