"MAI PIÙ ESERCITI E GUERRE"

 

"COSTRUIAMO LA PACE"

(a cura del Gruppo di Lavoro Tematico "Nonviolenza e Conflitti" della Rete di Lilliput)

 

 

A ridosso dell'anniversario del terribile attacco terroristico alle torri gemelle di New York e' in fase di preparazione un'altra guerra, un'altra strage, questa volta contro il popolo iracheno. Purtroppo non sono bastati la folle guerra del golfo del 1991 e 12 anni di un embargo assassino che hanno decimato la già martoriata popolazione irachena, che ancora oggi muore di radiazioni per il plutonio e l'uranio impoverito ,di cui erano composti i proiettili usati dagli americani, che hanno contaminato acqua, aria e suolo; ora assistiamo ad un perverso ritorno della logica della guerra. Il presidente americano Bush e i suoi fedeli alleati affermano che l’attacco all’Iraq è necessario per ristabilire la pace mondiale e perché questo paese sostiene e crea i gruppi terroristici arabi. Pensiamo che, come spesso accade nelle guerre, siano altre le vere ragioni che spingono gli usa a premere per l’attacco, fra queste la supremazia mondiale degli Usa e il controllo del petrolio della zona.

Riteniamo che siano ormai maturi i tempi in cui le controversie tra nazioni siano risolte in modi diversi dall’uso delle armi. Per noi nessuna violenza giustifica l’uso di un’altra violenza, non è con la morte di altre persone che si fermano i gruppi terroristici, ne' che si fa giustizia alle vittime del terrorismo. Sosteniamo quindi a grande voce che non esistono violenze e guerre giuste e chiunque porta avanti questa tesi si rende esso stesso complice degli assassini.

E' la pace nel mondo che noi intendiamo costruire. In tutto il mondo finora è imperato solo un discorso: l’armarsi e il mettere in piedi testate nucleari, armamenti di tutti i tipi, carri-armati e cannoni.

Gli stati dovrebbero avvalersi di tecniche e/o metodi diversi da quelli militari, pratiche come Peace Keeping, risoluzione nonviolenta dei conflitti, caschi bianchi, diplomazia nonviolenta, prevenzione del conflitto, interposizione nonviolenta non sono per niente prese in considerazione dai nostri governanti tutti (indipendentemente dalla ideologia che professano). In questi anni solo delle organizzazioni non governative hanno provato a sperimentare queste metodologie, e spesso con successo, ma ovviamente questi piccoli successi potrebbero essere moltiplicati se a mobilitarsi con questi mezzi fossero uno Stato o meglio ancora una organizzazione di Stati. Se anche una piccola parte di quello che si spende annualmente in armamenti venisse destinata agli interventi civili nonviolenti e alla creazione e addestramento di corpi civili di pace ci sarebbero più speranze per la soluzione dei conflitti.

Per noi, solo queste scelte permetteranno di interrompere la spirale di violenza che si auto genera con la guerra e che, anche nel caso del ventilato attacco all’Iraq, riuscirà solamente ad alimentare nuove spinte verso un terrorismo fondamentalista.

La via maestra è quella del dialogo con tutte le parti in causa, conoscerne e riconoscerne torti e ragioni, vedere e far vedere la sofferenza e il dolore di tutte le vittime, aiutare i persecutori a riumanizzarsi, analizzare i traumi subiti mediante una sorta di grande terapia collettiva che apra la strada alla riconciliazione del genere umano.

Non ci sarà vera pace senza giustizia e non ci saranno né pace né giustizia senza una cultura della nonviolenza attiva.

Per questi motivi chiediamo alle lillipuziane e ai lillipuziani di farsi carico di questo pesante progetto e di imboccare con determinazione la strada della nonviolenza attiva, facendosi promotori nelle loro città di una seria politica di opposizione alla guerra. Questo ci permetterebbe anche di non restare stritolati da chi ci vuole vedere schierati o con il "bene occidentale" o con il "male mediorientale". Noi, dobbiamo essere "ALTRO" e questa differenza ci può essere data solo dalla scelta della nonviolenza attiva. Dobbiamo essere in prima linea soprattutto con la lotta allo strapotere militare, dobbiamo dare energie e appoggio a chi si propone di realizzare modelli di difesa basati sulle tecniche di lotta nonviolenta. Dobbiamo chiedere a gran voce una riforma democratica dell’Onu, promuovere boicottaggi verso le industrie belliche, dare priorità assoluta all’abolizione degli eserciti anche attraverso una seria disobbedienza civile di massa.

Chiediamo quindi fin da subito che tutti i Nodi della Rete di Lilliput attivino le loro energie per ostacolare la minaccia di una nuova guerra. Per agevolare i Nodi il Gruppo di Lavoro Tematico "Nonviolenza e Conflitti" della Rete di Lilliput sta curando la preparazione di un kit di azione contro la guerra contenente proposte di mobilitazioni, bozze di volantini e documenti di approfondimento; esistono già moltissime idee, dalla Bandiera della Pace appesa ai nostri balconi al fazzoletto bianco proposto da tempo da Emergency, ma vi chiediamo di contribuire portando a conoscenza tutta la Rete delle vostre iniziative particolari. A giorni verrà anche presentata la "Campagna di obiezione/opzione di coscienza del cittadino/a", vera e propria campagna quadro pensata come utile strumento per appoggiare le tante iniziative di opposizione alla guerra.

In questi giorni ci troviamo tutti nell’emergenza e cerchiamo di attivare il maggior numero possibile di energie e persone; facendo così corriamo però anche il rischio di agire in fretta e male anche perché, purtroppo, ci accorgiamo sempre più che le guerre non sono avvenimenti straordinari ma bensì fatti di "fredda e ordinaria amministrazione". Basta pensare che l’Iraq è solo il primo della lista dei 62 "stati canaglia" per capire che dobbiamo attivarci per tempo e con costanza su questi temi. Proprio per questi motivi il GLT "Nonviolenza e Conflitti" della Rete di Lilliput ha proposto la creazione dei Gruppi di Azione Nonviolenta presso ogni Nodo pensati come veri e propri strumenti per attivare con la nonviolenza i nostri dissensi. Una presenza costante dei GAN ci consentirebbe infatti di non trovarci spiazzati ad ogni emergenza. Proponiamo quindi che nei Nodi si formino dei Gruppi di Lavoro Tematici sui temi legati a pace, guerra e nonviolenza e che questi gruppi cerchino di avviare un processo calmo e ragionato ma deciso che porti alla formazione di un GAN in ogni Nodo. Prima tappa fondamentale di questo processo è sicuramente il Seminario Nazionale: "Nonviolenza. Attivarsi per un mondo diverso" che si terrà il 27-28-29 settembre a Roma Ciampino (info su www.retelilliput.org ).

Chiediamo che in ogni città dove la Rete è presente i lillipuziani e le lillipuziane si facciano promotori nell'avviare sinergie e collaborazioni con altri soggetti appartenenti alla "società civile organizzata" sulla base dell’obiettivo comune di contrastare la guerra apportando quell'aggiunta creativa che in molti ci riconoscono. A livello nazionale in questi giorni stiamo cercando di fare la stessa cosa; infatti il Sub-nodo, in stretta collaborazione con il GLT-NV, si sta muovendo per cercare di allargare la rete di opposizione alla guerra, verificando con altre associazioni pacifiste esterne alla rete se esistano le condizioni per percorsi comuni di lotta. Sulla base di questo daremo anche il nostro contributo propositivo alla proposta nata in sede ESF di una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra indetta per sabato 5 ottobre, partecipando e invitando tutte/i voi a partecipare numerosi.

Il nostro impegno per la difesa dei diritti umani, per la giustizia sociale, per la difesa dell'ambiente e quella dei deboli del mondo intero nulla potrà mai finché permarrà questo orrendo strumento generatore di morte e di violenza diretta che e' la guerra .

 

 

Gruppo di Lavoro Tematico "Nonviolenza e Conflitti" della Rete di Lilliput.

mailto: glt-nonviolenza@retelilliput.org