"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"

COSTITUZIONE ITALIANA - articolo 11
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NO ALLA GUERRA ALL'IRAQ

Ai membri delle  commissioni Esteri e Difesa

Siamo molto preoccupati per la dichiarazioni del 9 settembre del Presidente Berlusconi, dalle quali risulta la disponibilità a partecipare alla guerra all'Iraq per "amicizia" con gli Stati Uniti.
Non si va con gli amici quando questi sbagliano, anzi proprio per amicizia, li si deve ancora più fortemente contrastare.
Questa non è una "operazione di polizia internazionale", e non ha nulla a che vedere con la lotta al terrorismo, ma una vera e propria guerra. E' quindi contro la Carta dell'Onu e la Costituzione italiana.

L'Iraq non ha attaccato, né sta attaccando nessuno. Bombardare gli uomini, le donne, i bambini iracheni per "prevenire" future azioni del loro governo sarebbe inaccettabile, contribuirebbe allo sviluppo del terrorismo, destabilizzarebbe tutto il medio oriente. Soprattutto porterebbe nuovi e gravi lutti ad una popolazione già provata da un decennio di embargo.
Questa disponibilità crediamo non rispecchi la volontà degli italiani.
Ci rivolgiamo a Lei, come membro autorevole del Parlamento pregandola di prendere tutte le iniziative adeguate affinchè l'Italia, al contrario dichiari la sua contrarietà alla guerra e avvii al più presto iniziative diplomatiche volte a scongiurarla.

Per conto nostro le assicuriamo che sosterremo e apprezzeremo qualsiasi iniziativa che vada in quella direzione e faremo
tutto ciò che sarà possibile, in modo nonviolento, per impedire che l'Italia vada in guerra.

Cordialmente,

 

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