COMUNICATO STAMPA


              USA/Iraq: Non nel nome dei diritti umani

         Nel discorso tenuto ieri presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Presidente Gorge Bush ha citato le gravi violazioni  dei diritti umani perpetrate dal governo iracheno nei confronti della  popolazione. Il documento informativo distribuito alla stampa  contiene vari riferimenti ai rapporti sulla situazione dei diritti umani in  Iraq pubblicati negli anni da Amnesty International.

          "Ancora una volta, la situazione dei diritti umani di un paese e' usata  selettivamente per legittimare azioni militari", ha dichiarato Amnesty  International.

          "Gli Stati Uniti e altri governi occidentali non hanno preso in considerazione i rapporti di Amnesty International sulle diffuse violazioni dei diritti umani in Iraq durante la guerra Iran-Iraq e hanno ignorato la campagna di Amnesty International per le migliaia di civili curdi uccisi negli attacchi a Halabja nel 1988".

          "I diritti umani della popolazione irachena, come diretta conseguenza di ogni potenziale azione militare, non sono al centro del crescente dibattito sull'eventualita' di usare la forza militare contro l'Iraq".

          "La vita, la sicurezza e l'incolumita' della popolazione civile devono rappresentare il primo obiettivo in ogni azione intrapresa per risolvere l'attuale crisi umanitaria e dei diritti umani. L'esperienza del precedente intervento militare nel Golfo ha mostrato come i civili divengano, troppo spesso, le vittime accettabili di un
conflitto".

          "Nell'eventualita' di un'azione militare, c'e' la seria possibilita' di causare migliaia di rifugiati e sfollati. Una crisi umanitaria puo' scaturire dalla difficolta' o impossibilita' di trasportare i generi di sussistenza minimi causando carenza di cibo, di medicinali e distruzione di infrastrutture civili e istituzioni".

 

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 13 settembre 2002

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