Angeli

 

 

 

 

Improvvisamente costrette

 

a coprire uno sguardo

abituato a guardare in faccia la realtà,

 

a coprire un corpo

abituato a sentire i raggi del sole, il sale del mare, la pioggia, l’aria sulle gambe nelle corse in bicicletta o in moto,

 

a coprire capelli

abituati ad essere scompigliati dalla carezza del vento

dal tocco di dita amiche, a sciogliersi maliziosamente,

a rimanere castamente raccolti,

 

a coprire mani

abituate a incontrare altri mani, a intrecciarsi tra di loro,

a scrivere, a raccontare emozioni, a curare,

a schiaffeggiare il volto amato,

 

a coprire voci

abituate ad insegnare, a gridare la gioia, il dolore

il proprio nome,

 

a coprire piedi

abituati ad andare dove li portano i propri desideri,

a sprofondare nella sabbia o a correre nei parchi,

 

a coprire menti

abituate ad abbandonarsi alla conoscenza senza limiti di spazio, di tempo e di imposizioni.

 

 

A volte gli angeli hanno gli occhi scuri e gli sguardi fieri.

 

A volte gli angeli si nascondono in lunghi mantelli azzurri e cercano sguardi capaci di condividere il loro coraggio.

 

Alida

di Piadena