[Rigoberta Menchù]

Guatemala - Comunità di popolazione in resistenza (CPR)

Tetto minimo fornito dagli aiuti di emergenzaLe Comunità di Popolazioni in Resistenza (CPR) della Sierra sono popolazioni contadine pacifiche di diverse etnie Maya, rifugiatesi sulle montagne della Sierra (Dipartimento del Quiché, a nord-ovest di Città del Guatemala) durante gli anni più duri della guerra civile che ha martoriato il Guatemala per 36 anni. In particolare negli anni che vanno dal 1976 al 1980, l'esercito effettuò una sistematica e selettiva repressione contro membri di organizzazioni popolari, cattoliche e beneficiari di progetti agricoli di tipo cooperativistico. A queste repressioni, a partire dal 1980 si aggiungono i massacri, e la strategia governativo-militare per combattere la resistenza della guerriglia diventa quella della "terra arasada", che prevede la distruzione dei villaggi e l'eliminazione delle persone che possono fungere in qualche modo da supporto per la guerriglia: in fuga da questo drammatico scenario di repressione brutale, migliaia di contadini si rifugiano sulle montagne, si strutturano in Comunità ed organizzano la loro resistenza pacifica. Non vengono riconosciute ufficialmente e sono oggetto di massacri e di repressioni, vivono nell'impossibilità di muoversi senza rischi per la propria incolumità in condizioni di povertà estrema, costretti al nomadismo della fuga. Il 7 settembre 1993, sotto la presidenza di Ramiro de Leon Carpio (la cui elezione, avendo ricoperto la carica di Procuratore per i diritti umani, aveva fatto rinascere le speranze generali), 600 delegati delle CPR marciano dai loro rifugi sulle montagne fino a Città del Guatemala, per chiedere di essere riconosciuti dal Governo, di iniziare un negoziato (dignità indigena, diritti umani, terra) dichiarandosi popolazione civile, contadina. La solidarietà internazionale appoggia la lotta delle CPR ed è presente nelle Comunità con missioni di "accompagnamento" per garantire l'incolumità degli appartenenti alle CPR durante i loro spostamenti e per denunciare tutte le violazioni dei diritti umani e gli atti di intimidazione e di persecuzione.

Maestri della scuola nella fincas MarylandA metà dicembre 1996 Governo e CPR firmano il primo accordo sull'accesso alla terra, in cui si inizia a intravedere un tentativo di affrontare il problema della collocazione di popolazioni profughe che rientrano alle loro zone d'origine. A partire dalla seconda metà degli anni '90, con l'avvicinarsi della firma della pace tra Governo e Guerriglia (URNG), si allenta la tensione anche intorno alle CPR e le Comunità iniziano a rivolgersi alla Solidarietà Internazionale, chiedendo che vengano sostenuti i loro progetti nei settori: scolastico, sanitario ed agricolo. In particolare il problema dell'istruzione riveste un'importanza fondamentale, poiché non si tratta "semplicemente" di risolvere un grave problema di analfabetismo, ma di far crescere la popolazione nel rispetto della cultura Maya e dei suoi valori, che non hanno mai trovato spazio all'interno dei programmi scolastici ufficiali.

In aggiunta a ciò, non esistono scuole ed insegnanti "statali" presso le CPR data la loro collocazione geografica in zone impervie, senza vie di comunicazione al di fuori di sentieri e prive di ogni tipo di servizi. La formazione è affidata al lavoro di volontari ed il tempo che i maestri locali dedicano alla scolarizzazione viene sottratto al lavoro nei campi.

 

 

 

[Rigoberta Menchù]