La popolazione è fortemente caratterizzata in senso giovanile: quasi la
metà della popolazione ha meno di 16 anni, il tasso di incremento annuo della
popolazione è del 2,9%. In Italia la speranza di vita alla nascita è 77 anni
contro i 65 del Guatemala.
Ci sono 22 etnie, ma c'è inoltre una profonda divisione tra indios e ladinos, divisione che si riflette nelle differenze tra città e campagna. Nelle città ci sono prevalentemente ladini: i ladini ricchi nei posti prestigiosi ed i ladini poveri che svolgono i lavori manuali. Il 65% dei guatemaltechi (prevalentemente indios) vive in zone di campagna, zone dotate di servizi spesso non adeguati con ridotte possibilità di spostamento. Gli indigeni sono i diretti discendenti dell'antico popolo Maya. I Maya costituirono un articolato sistema di vita, con originali strutture politiche e sociali e diedero vita ad una delle più importanti civiltà precolombiane in America. La loro economia era basata sull'agricoltura, essi però non conoscevano il diritto di proprietà privata della terra, considerata patrimonio degli dei, e veniva così amministrata e distribuita dai sacerdoti. La struttura sociale ed il razionale sfruttamento delle risorse economiche assicurava il funzionamento di un'economia che garantiva i consumi interni e promuoveva anche un'intensa attività di scambi commerciali. Fattore unificante era una religione naturalistica che era funzionale alle esigenze della società. Notevoli conquiste furono realizzate nel campo scientifico, specie nella matematica e nell'astronomia, svilupparono inoltre l'architettura con opere di notevole bellezza, un'arte legata a pittura e scultura ed una ricca manifattura di ceramica. Di una copiosa letteratura, andata in gran parte dispersa o distrutta dai conquistatori, restano alcune opere, fra le quali ha notevole rilievo il "Popul Vuh". I documenti che ci sono pervenuti sono testimonianze eloquenti della grande civiltà e della profonda solidarietà che questo popolo conserva benché si trovi quotidianamente obbligato a lottare per la propria sopravvivenza. Il popolo Maya nutre un grande rispetto nei confronti della vita in generale e di ogni essere vivente in particolare, rispetto che si esprime anche nei rapporti quotidiani fra gli uomini. La maggior parte di loro è fiera delle proprie origini e della propria storia millenaria che viene dalla terra e per questo resiste a tutte le aggressioni dei ladini ed alle migrazioni forzate valorizzando la propria cultura anche attraverso i modi di vestire e le feste.
In un quadro generale di povertà, una popolazione in rapido aumento si trova nell'impossibilità di trovare terra sufficiente per soddisfare le proprie necessità. Il problema è causato dalla mancanza di investimenti nelle piccole aziende agricole e dalla concentrazione dei terreni produttivi nelle mani di un numero ristretto di famiglie ricche o di grosse aziende. Una parte di queste persone è stata così spinta a migrare presso le città trovando rifugio nelle baraccopoli.
In Guatemala su 10,8 milioni di ettari di terra esistente solo 5,2 sono considerati coltivabili, ma in effetti 2,4 milioni di ettari sono lasciati inattivi dai latifondisti, inoltre 5,6 milioni di ettari considerati non fertili possono essere in buona parte recuperati per determinati tipi di coltivazione. Nel 1978 nacque il Comitato di Unità Contadina (CUC) con il programma di promuovere la lotta per la terra e creare l'unità tra indigeni e ladinos, cercando di superare la strategia di divisione messa in atto da sempre dalla classe dominante.
Le organizzazioni riunite nel Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Contadine chiedono che siano concessi ai contadini le grandi estensioni di terreno considerate improduttive per creare cooperative agricole e che ci sia il riconoscimento alle comunità contadine ed indigene della proprietà legittima delle terre da loro storicamente coltivate.