In Guatemala le feste, pur avendo essenzialmente un significato religioso, esprimono ancora oggi il dualismo sempre esistito fra tradizione e presente, fra sacro e profano ed è così che le influenze cristiane importate dai conquistadores si trovano spesso mescolate ai resti dell'antica cultura maya.
Fra le cerimonie più significative del Guatemala bisogna
segnalare quelle dedicate a Tecún Uman, spesso celebrato nelle varie località lo
stesso giorno della festa patronale. Tecún Uman è l'eroe quichè che combatté
contro gli Spagnoli al tempo della conquista e fu ucciso. Viene ricordato con il
famoso Baile de la Conquista, una rappresentazione tragico-ironica
caratterizzata da balli, suoni di tamburi, maschere e teatro popolare. La
maggior parte dei paesi celebra annualmente il giorno del patrono con feste
rallegrate da musica e dal suono della marimba, ma nelle varie pratiche
religione la data più attesa è quella della Settimana Santa. A Santiago Atitlàn
fa la sua apparizione durante la Settimana Santa Maximon, un insieme di idolo
pagano e di semisanto cattolico. Oltre alla settimana santa sono molto sentite
anche le feste della Vergine ad ottobre, di San Isidoro a maggio, di San Rafael
e di San Miguel.
Ancora oggi si celebrano cerimonie che risalgono a centinaia di anni fa a testimonianza di come negli animi delle popolazioni indigene siano ancora vive origini e credenze che appartenevano ai loro antenati Maya e che nessun conquistatore è mai riuscito a distruggere veramente. A Chichicastenango viene celebrato il Dio Pascual Abaj con cerimonie particolari che terminano con il sacrificio di un gallo, solo l'alcalde (nominato ogni anno fra le persone più rispettabili) può eseguire questa cerimonia sacra. I barriletes (gli aquiloni) hanno origine nella tradizione più profonda del popolo guatemalteco, per loro rappresentano una forma di comunicazione nel cielo con le anime dei morti. A Santiago Sacatepèquez il 1 novembre, dopo la visita ai propri morti, gli indigeni innalzano al cielo barriletes di ogni tipo che possono raggiungere anche un diametro di 8 metri. La leggenda racconta che si iniziò per scacciare gli spiriti maligni che infastidivano gli spiriti buoni che riposavano nel cimitero (il rumore del vento contro la carta dava loro fastidio). La marimba rappresenta per il popolo guatemalteco un simbolo nazionale, già nel 1680 si parlava dell'uso di questo strumento per inaugurare la cattedrale di Santiago de Caballeros. È uno strumento multiculturale, si trova in vari paesi del mondo, ma in ognuno di essi assume delle caratteristiche proprie.