[Madre Teresa]

Biografia

Madre Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu OM (26 agosto 1910, Skopje - 5 settembre 1997, Calcutta), religiosa cattolica albanese, fondatrice dell'ordine religioso delle Missionarie della Carità. Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979. E' venerata come beata dalla Chiesa cattolica.

 

Giovinezza e vocazione

Nata a Skopje, nell'odierna Macedonia, era la minore dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, e fu battezzata con i nomi di Gonxha Agnes. All'età di otto anni perse il padre, e la famiglia soffrí di gravi difficoltà finanziarie. Poco dopo, nel settembre del 1928, partì per l'Irlanda, dove entrò nell’Istituto della Beata Vergine Maria, noto anche col nome di “Suore di Loreto”, ed assunse il nome di suor Mary Teresa, ispiratole da quello di Teresa di Lisieux.

Nel dicembre dello stesso anno partì per l’India, sbarcando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Nel maggio del 1931 fece la professione dei voti temporanei e venne inviata presso la comunità di Loreto a Entally, dove insegnò nella scuola per ragazze St. Mary. Il 24 maggio 1937 fece la Professione dei voti perpetui e da quel momento venne definitivamente chiamata Madre Teresa. Nei venti anni che trascorse a St. Mary svolse attività di insegnante e si distinse per le sue innate capacità organizzative, tanto che nel 1944 fu nominata direttrice della scuola.

Il 10 settembre 1946 fu il giorno in cui, come ella stessa raccontò, ebbe la "chiamata nella chiamata", che la portò a lasciare la scuola e a fondare una comunità religiosa che si occupasse dell'assistenza "ai più poveri dei poveri". Dovettero passare altri due anni prima che Madre Teresa potesse fondare la comunità delle Missionarie della Carità (17 agosto 1948). Scelse come veste per sé e per le consorelle, fra cui molte sue ex allieve che si univano a lei in numero sempre crescente, il caratteristico sari bianco bordato di azzurro. Era sua costante abitudine recarsi nei sobborghi più poveri di Calcutta per visitare le famiglie ed assistere gli ammalati.

 

Gli ordini religiosi e le strutture di carità

Nell'ottobre del 1950 Teresa ricevette l'autorizzazione ufficiale dell'arcidiocesi di Calcutta a far nascere il suo ordine religioso, che fu inizialmente chiamato dalle autorità ecclesiastiche Congregazione Diocesiana della Arcidiocesi di Calcutta, ma che più avanti divenne noto col nome di Missionarie della Carità, la cui missione era prendersi cura, come dice Madre Teresa stessa, "degli affamati, dei nudi, dei senzatetto, degli storpi, dei ciechi, dei lebbrosi, di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono rifuggite da tutti". Il suo iniziò come un piccolo ordine a Calcutta, composto da soli 12 membri; oggi quest'ordine ha più di 4000 suore suddivise nelle più di seicento case di missione presenti in ben 123 paesi, in orfanotrofi, ospizi per i malati di AIDS e centri di carità per rifugiati, ciechi, disabili, anziani, alcolisti, poveri, senzatetto, alluvionati, malati, vittime di carestie.

Con l'aiuto delle autorità indiane aprì il suo primo centro in una struttura attigua al grande tempio induista consacrato alla dea Kali, centro che chiamò Casa Kalighat per i morenti, un'ospizio gratuito per i poveri. Poco dopo aprì un altro ospizio, il Nirmal Hriday (cioè Cuore Puro), poi ancora una casa per lebbrosi chiamata Shanti Nagar (cioè Città della Pace) e infine un'orfanotrofio. L'Ordine cominciò presto ad attirare sia "reclute" che donazioni caritatevoli, e dagli anni 60' ha aperto ospizi, orfanotrofi e case per lebbrosi in tutta l'India.

Il lavoro di Madre Teresa ispirò altri cattolici ad affiliarsi al suo Ordine. L'Ordine dei Fratelli Missionari della Carità fu fondato nel 1963, e seguí un ramo contemplativo delle Sorelle nel 1976.

Nel febbraio del 1965, concedendo il Diritto Pontificio, papa Paolo VI, accettò la richiesta di Madre Teresa di espandere il suo ordine in altri paesi. Cosí, l'ordine di Teresa cominciò a crescere rapidamente, mentre nuove case si aprivano in tutto il globo. La prima casa dell'ordine fuori dall'India fu in Venezuela, e altre seguirono a Roma, in Tanzania, e di conseguenza in molti altri paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa, inclusa l'Albania. Inoltre, la prima casa delle Missionarie della Carità negli Stati Uniti fu fondata nel South Bronx, a New York. Negli anni compresi fra il 1980 ed il 1990, Madre Teresa aprì altre case di missione anche nei paesi comunisti, compresi l'ex Unione Sovietica, l’Albania e Cuba. Dal 1996, Madre Teresa stava controllando 517 missioni in più di 100 paesi. Oggi più di un milione di lavoratori in tutto il mondo sono dipendenti delle Missionarie della Carità.

Laici sia cattolici che non cattolici furono arruolati nei Co-Lavoratori di Madre Teresa, nei Co-Lavoratori per i Malati e i Sofferenti e nelle Missionarie Laiche della Carità. In risposta alle richieste di molti sacerdoti, nel 1981 Madre Teresa diede inizio, inoltre, al Movimento Corpus Christi per i Sacerdoti.

Nel 1991 Teresa ritornò nella sua regione natale per la prima volta, e aprí una casa dei Fratelli Missionari della Carità a Tirana, in Albania.

 

Il peggioramento della salute e la morte

Nel 1983, a Roma, Teresa ebbe un infarto mentre era in visita a Giovanni Paolo II; dopo un secondo attacco nel 1989, le fu messo il pacemaker. Nel 1991, dopo una battaglia contro la polmonite, mentre era in Messico, ebbe ancora problemi cardiaci.

Essa decise di rinunciare alla carica di capo dell'ordine, ma fu tenuto un ballottaggio segreto nel quale tutte le sue suore votarono perché Teresa ne restasse al comando. Quindi, Madre Teresa accettò di continuare il suo lavoro in qualità di capo delle Missionarie della Carità.

Nell'aprile del 1996 Madre Teresa cadde e si ruppe la clavicola. In seguito, nell'agosto dello stesso anno, fu colpita dalla malaria e da una disfunzione cardiaca. Si sottopose a un'operazione chirurgica al cuore, ma era chiaro che la sua salute stava peggiorando. Il 13 marzo 1997 lasciò il comando delle Missionarie della Carità. Sempre nel marzo 1997 incontrò Giovanni Paolo II per l’ultima volta, prima di rientrare a Calcutta dove morì il 5 settembre, 9 giorni dopo il suo 87° compleanno.

Christopher Hitchens ha evidenziato [1] come Madre Teresa preferì farsi curare in ospedali occidentali piuttosto che mettersi nelle mani delle sue stesse strutture di cura.

A Madre Teresa fu garantito il funerale di stato da parte del governo indiano, un onore normalmente dato solo ai presidenti e ai primi ministri indiani, come gesto di gratitudine per i suoi servigi ai poveri di tutte le religioni in India. La sua morte fu ampiamente considerata una grande tragedia sia dalle comunità secolari che da quelle religiose. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, per esempio, disse: "Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo." Nawaz Sharif, il Primo Ministro del Pakistan disse, inoltre, che Madre Teresa era "un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi. La sua lunga vita di devozione alla cura dei poveri, dei malati e degli svantaggiati è stata uno dei più grandi esempi di servizio alla nostra umanità."

Il vescovo di Calcutta, Henry Sebastian D'Souza, ordinò a un sacerdote di compiere un esorcismo su Madre Teresa poco prima che morisse, poiché credeva che fosse stata attaccata dal diavolo. Alcuni cattolici sono d'accordo sul fatto che, mentre l'esorcismo rimane una parte importante ma rara del compito della Chiesa, l'arcivescovo ha probabilmente esagerato nell'ordinare tale cerimonia.

A soli due anni dalla morte, Giovanni Paolo II consentì che si aprisse la causa di canonizzazione. È stata beatificata il 19 ottobre 2003.

 

Opinioni su Teresa di Calcutta

Analizzando l'opera e i risultati di Madre Teresa, Giovanni Paolo II chiese:

«Dove trovò Madre Teresa la forza per mettersi completamente al servizio degli altri? La trovò nella preghiera e nella silenziosa contemplazione di Gesù Cristo, del Suo Santo Volto, del Suo Sacro Cuore»
(Papa Giovanni Paolo II)

Nella sua prima enciclica, Deus Caritas Est, Benedetto XVI ha menzionato Teresa di Calcutta tre volte e ha inoltre usato la sua vita per spiegare uno dei principali punti della sua enciclica:

«[...] Nell'esempio della Beata Teresa di Calcutta abbiamo una chiara illustrazione del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non toglie nulla all'effettivo e amorevole servizio per il nostro prossimo, ma è infatti l'inesauribile fonte di quel servizio. [...]»
(Papa Benedetto XVI, Deus Caritas Est)

Mentre molti cattolici e altri considerano Teresa l'incarnazione di una vita santa, delle critiche hanno sollevato questioni riguardo le sue dichiarazioni pubbliche, i suoi metodi di lavoro, i suoi collegamenti politici e l'uso dei fondi donati alla sua organizzazione di carità. In particolare, nel 1997 il giornalista Christopher Hitchens pubblicò la sua inchiesta "La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa", in cui portava un'analisi dettagliata dell'operato di Madre Teresa. Dall'indagine condotta risultano particolari interessanti: ad esempio la totale mancanza di ottimizzazione nei processi ospedalieri, e la conseguente inaffidabilità e scarsa funzionalità degli ospedali stessi gestiti dalla missionaria. L'inchiesta mette in luce come, in nome della divina provvidenza e della sofferenza che purifica, i miserabili curati da madre Teresa non ricevessero analgesici o antidolorifici di sorta, con l'eccezione dell'aspirina, e fossero costretti a dormire su scomodi pagliericci.

«[...] Lodava la povertà, la malattia e la sofferenza come doni dall'alto, e diceva alle persone di accettare questi doni con gioia. Era adamantinamente contraria alla sola politica che abbia mai alleviato la povertà in tutte le nazioni - e cioè dare potere alle donne ed estendere il loro controllo sulla propria fertilità. La sua celebre clinica di Calcutta in realtà non era che un ospizio primitivo, un posto dove la gente andava a morire, un luogo dove le cure mediche erano poche, quando non addirittura inesistenti, (quando fu lei ad ammalarsi, volò in prima classe alla volta di una clinica privata in California). Le grandi somme di denaro raccolte venivano spese per la maggior parte nella costruzione di conventi in suo onore. Aveva fatto amicizia con tutta una serie di ricchi truffatori e sfruttatori, da Charles Lincoln della Lincoln Savings & Loans, alla ripugnante dinastia Duvalier di Haiti, accettando da entrambi generose donazioni di denaro che in realtà era stato rubato ai poveri»
(Christopher Hitchens, La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa)

Influenza francescana

Anche se non c'è una diretta connessione tra l'Ordine di Madre Teresa e l'Ordine francescano, è conosciuta come grande ammiratrice di Francesco d'Assisi: la vita e l'opera di Teresa mostrano chiare influenze della spiritualità francescana.

Le suore recitano la preghiera della pace di Francesco ogni mattina prima di colazione, e molti dei voti e dell'enfasi dei suoi ministri sono simili.

Dai primi anni 70', Madre Teresa era diventata una celebrità internazionale. La sua fama può essere in gran parte attribuita al documentario del 1969 Qualcosa di bello per Dio, di Malcom Muggeridge, e al libro di quest'ultimo uscito nel 1971, che ha il medesimo titolo. Durante le riprese del documentario, la squadra considerò di scarsa qualità i fotogrammi presi in carenti condizioni di luce, specialmente nella Casa per i Morenti. Ma dopo il ritorno dall'India, lo spezzone fu ritenuto invece ben illuminato. Muggeridge asserì che questo fu un "miracolo" di "luce divina" compiuto da Madre Teresa stessa. Altri nella squadra di ripresa pensarono invece che il fatto fosse dovuto, più probabilmente, a un nuovo tipo di pellicola Kodak. In seguito, Muggeridge si convertì al cattolicesimo.

Nel 1982 Madre Teresa persuase gli israeliani e i palestinesi, che erano nel mezzo di un conflitto, a cessare il fuoco per un tempo sufficiente a soccorrere e a portar via 37 pazienti mentalmente handicappati da un ospedale assediato a Beirut.

Quando le barriere dell'Europa dell'Est crollarono, essa ampliò i suoi sforzi nei paesi comunisti che l'avevano rigettata, imbarcandosi in decine di progetti.

Non si scoraggiò minimamente per le critiche mosse verso il suo ferma posizione contro l'aborto e il divorzio, e disse, infatti: "Non importa chi dice cosa, devi accettarlo con un sorriso e continuare a fare il tuo lavoro".

Teresa è anche conosciuta per i suoi libri di spiritualità cristiana e di preghiere, alcuni dei quali furono scritti insieme al suo amico Frère Roger.

Riconoscimenti

1962: Premio Magsaysayper la Pace e l'Intesa Internazionale; premio indiano Padma Shri
1971: Premio della Pace papa Giovanni XXIII, assegantole da papa Paolo VI; Premio Kennedy
1972: Premio Nehru per la promozione della pace e della comprensione internazionale
1973: premio Templeton
1975: Premio Internazionale Albert Schweitzer
1978: Premio Balzan "per l'eccezionale abnegazione con la quale ha dedicato tutta la sua vita per soccorrere, in India e in altri paesi del mondo, le vittime della fame, della miseria e delle malattie, gli abbandonati e i morenti, tramutando in azione instancabile il suo amore per l'umanità sofferente."
1979 e 1980: Bharat Ratna, la più alta onofericenza civile dell'India
17 ottobre 1979: Premio Nobel per la Pace "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace". Nel discorso di premiazione disse di accettarlo esclusivamente a nome dei poveri e presentò l'aborto come il principale pericolo in grado di minacciare la pace nel mondo. Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che sarebbero potuti essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo". Alla domanda: "Cosa possiamo fare per promuovere la pace mondiale?", rispose: "Và a casa e ama la tua famiglia"
1981: assegnazione della Legion d'Honneur da Jean-Claude Duvalier
1985: Medal of Freedom da Ronald Reagan
1996: nominata Cittadina Onoraria degli Stati Uniti e Medaglia d'Oro Congressuale

Altro:

Fu la prima persona non politica ad essere raffigurata da vivente su un francobollo postale
Ricevette diverse laureae honoris causa da parte di diverse università
Durante la sua vita e dopo la sua morte, fu più volte eletta dalla Lista Gallup delle persone più ammirate, e nel 1999 fu eletta "persona più ammirata del XX secolo"

 

Opere

Tu mi porti l'amore, Città Nuova, 1976
La gioia di darsi agli altri, San Paolo Edizioni, 1987
Missione d'amore, Rusconi, 1994
Il cammino semplice, Mondadori, 1995
La mia regola, Piemme, 1995
Sorridere a Dio, San Paolo Edizioni, 1996
La gioia di amare, Mondadori, 1997
Non c'è amore più grande, Rizzoli, 1997
Ti offro il mio cuore, o Signore, Mondadori, 1998
La mia vita, Bompiani, 2001
Vivi davvero!, Edizioni Paoline, 2003
Alla scuola della carità. Le mie preghiere, Rizzoli, 2006

 

Bibliografia

Angelo Comastri, Madre Teresa. Una goccia d'acqua pulita!, Edizioni Paoline, 2003
Annalisa Borghese, La donna delle beatitudini. Madre Teresa di Calcutta, Ancora, 2001
Christian Feldmann, Madre Teresa. Vita e messaggio, Queriniani, 1998
Christopher Hitchens. La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa (tit. or.: The Missionary Position. Mother Teresa in Theory and Practice, Verso, London 1995). ed. minimum fax, Roma 2003. ISBN 8875210098
Desmond Doig, Madre Teresa. La sua gente, il suo lavoro, San Paolo Edizioni, 1992
Edward Le Joly, Lo facciamo per Gesù. Madre Teresa e le Missionarie della Carità, San Paolo Edizioni, 2003
Edward Le Joly, Madre Teresa. Gli anni della gloria, San Paolo Edizioni, 1990
Eileen Egan e Kathleen Egan, Madre Teresa e le beatitudini, Queriniana, 2000
Elena Bergadano, Madre Teresa. La donna più potente del mondo, Edizioni Paoline, 1997
Franca Vitali, La vita di Madre Teresa, Edizioni Paoline, 2005
Franca Zambonini, Madre Teresa. La mistica degli ultimi, Edizioni Paoline, 2003
Giuseppe Ramello, Madre Teresa di Calcutta. La santa dei poveri più poveri, San Paolo Edizioni, 2003
Gloria Germani, Il pensiero di Teresa di Calcutta, Edizioni Paoline, 2000
Gloria Germani, Teresa di Calcutta. Una mistica tra Oriente e Occidente, Edizioni Paoline, 2003
José Louis Gonzalez-Balado, I fioretti di Madre Teresa di Calcutta, San Paolo Edizioni, 2001
José Louis Gonzalez-Balado, Madre Teresa dei poveri. Una vita per gli altri, San Paolo Edizioni, 1997
Kathryn Spink, Madre Teresa. Una vita straordinaria, Piemme, 2003
Luigi Guglielmoni e Fausto Negri, Qual'è l'amore più grande? Via crucis con Madre Teresa di Calcutta, Berti, 2006
Lush Gjergji, Madre Teresa e le sue radici, EMI, 1987
Malcom Muggeridge, Qualcosa di bello per Dio. Madre Teresa di Calcutta, San Paolo Edizioni, 1988
Maria di Lorenzo, Madre Teresa. Lo splendore della carità, Edizioni Paoline, 2003
Maria Fernandez de Cordova, Teresa di Calcutta. La madre dei più poveri, San Paolo Edizioni, 2003
Mario Bertini, Sulla strada di Madre Teresa, Edizioni Paoline, 1999
Marino Gobbin, Amare con Gesù. Via crucis con Madre Teresa di Calcutta, Elledici, 2004
Morihiro Oki, Madre Teresa. Amore senza limiti, Marietti, 1998
Piera Paltro, Madre Teresa di Calcutta. Una grande storia d'amore, Edizioni Paoline, 2002
Pio Laghi, Madre Teresa di Calcutta. Il Vangelo in cinque dita, EDB, 2003
Roswitha Kornprobst, Preghiamo con Madre Teresa, Edizioni Paoline, 1995
Sebastian Vazhakala, Una vita con Madre Teresa, Elvetica, 2003
Severino Carlucci, Madre Teresa di Calcutta. Un meraviglioso dono di Dio, AVE, 2003
Teresio Bosco, La vera storia di Madre Teresa, Elledici, 2003
Teresio Bosco, Madre Teresa di Calcutta, Elledici, 1999
Teresio Bosco, Madre Teresa "il sorriso di Dio". Una biografia, Elledici, 2003
Valentino Savoldi, Madre Teresa emblema di pace, Elledici, 2003

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Aggiornato il: 23 novembre 2006