C'era un ragazzo...

Gianni Morandi

 

C'era un ragazzo che come me

amava i Beatles e i Rolling Stones

girava il mondo veniva da

gli Stati Uniti d'America

Non era bello ma accanto a se

aveva mille donne se

cantava Help, Ticket to Ride

o Lady Jane o Yesterday

cantava "Viva la libertà"

ma ricevette una lettera

la sua chitarra mi regalò

fu richiamato in America

Stop! coi Rolling Stones

Stop! coi Beatles stop

Gli han detto vai nel Viet-Nam

e spara ai Viet-Cong

Rattatatata....Rattatatata.... Rattatatata....Rattatatata....Rattatatata....

C'era un ragazzo che come me

amava i Beatles e i Rolling Stones

girava il mondo ma poi finì

a far la guerra nel Viet-Nam

Capelli lunghi non porta più

non suona la chitarra ma

uno strumento che sempre dà

la stessa nota Rattattata

Non ha più amici

non ha più fans

vede la gente cadere giù

nel suo paese

non tornerà

adesso è morto nel Viet-Nam

Nel petto un cuore più non ha

ma due medaglie o tre

Rattatatata....Rattatatata.... Rattatatata....Rattatatata....Rattatatata....

 

 

 

Il mio nome e' mai più

Ligabue, Jovanotti, Pelù

 

C'era una volta la mia vita

c'era una volta la mia casa

c'era una volta e voglio che sia ancora

E voglio i nomi di chi si impegna

a fare i conti con la propria vergogna

dormite pure voi che avete ancora ancora sogni, sogni, sogni...

 

Il mio nome e' mai più, mai più, mai più

 

Eccomi qua

seguivo gli ordini che ricevevo

c'e' stato un tempo in cui credevo

che arruolandomi in aviazione

avrei girato il mondo

e avrei fatto bene alla mia gente

e fatto qualcosa di importante

in fondo a me piaceva volare

 

C'era una volta un aeroplano

un militare americano

c'era una volta il gioco di un bambino

 

E voglio i nomi di chi ha mentito

di chi ha parlato di una guerra giusta

io non le lancio più le vostre sante bombe

bombe, bombe, bombe...

 

Il mio nome e' mai più

mai più

mai più...


 

Generale

Francesco De Gregori

 

Generale dietro alla collina, ci sta la notte crucca ed assassina

e in mezzo al prato c'e' una contadina, curva sul tramonto sembra una bambina

di cinquant'anni e di cinque figli, venuti al mondo come conigli

partiti al mondo come soldati e non ancora tornati.

Generale dietro la stazione, lo vedi il treno che portava al sole

non fa più fermate neanche per pisciare si va dritti a casa senza più pensare

che la guerra e' bella anche se fa male che torneremo ancora a cantare

e a farci fare l'amore l'amore dalle infermiere.

Generale la guerra e' finita il nemico e' scappato e' vinto e' battuto

dietro la collina non c'e' più nessuno solo aghi di pino e silenzio e funghi

buoni da mangiare buoni da seccare da farci il sugo quando viene Natale

quando i bambini piangono e a dormire non ci vogliono andare.

Generale queste cinque stelle queste cinque lacrime sulla mia pelle

che senso hanno dentro al rumore di questo treno che e' mezzo vuoto

e mezzo pieno e va veloce verso il ritorno, tra due minuti e' quasi giorno

e' quasi casa e' quasi amore.

 

La guerra di Piero

Fabrizio De Andre’

 

Dormi sepolto in un campo di grano

Non è la rosa non è il tulipano

Che ti fan veglia all’ombra dei fossi

Ma sono mille papaveri rossi.

 

Lungo le sponde del mio torrente

Voglio che scendano i lucci argentati

Non più i cadaveri dei soldati

Portati in braccio dalla corrente.

 

Così dicevi ed era d’inverno

E come gli altri verso l’inferno

Te ne vai triste come chi deve

Il vento ti sputa in faccia la neve.

 

Fermati Piero, fermati adesso,

Lascia che il vento ti passi un po’ addosso

Dei morti in battaglia ti porti la voce

Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

 

Ma tu non udisti e il tempo passava

Con le stagioni a passo di "java"

Ed arrivasti a varcar la frontiera

In un bel giorno di primavera.

 

E mentre marciavi con l’anima in spalle

Vedesti un uomo in fondo alla valle

Che aveva il tuo stesso identico umore

Ma la divisa dell’altro colore.

 

Sparagli Piero, sparagli ora

E dopo un colpo sparagli ancora

Fino a che tu non lo vedrai esangue

Cadere in terra e coprire il tuo sangue.

E se gli spari in fronte o nel cuore

Soltanto il tempo avrà per morire

Ma il tempo a me resterà per vedere

Vedere gli occhi di un uomo che muore.

 

E mentre gli usi questa premura

Quello si volta ti vede, ha paura

Ed imbracciata l’artiglieria

Non ti ricambia la cortesia.

 

Cadesti a terra senza un lamento

E ti accorgesti in un solo momento

Che il tempo non ti sarebbe bastato

A chieder perdono per ogni peccato.

 

Cadesti a terra senza un lamento

E ti accorgesti in un solo momento

Che la tua vita finiva in quel giorno

E non ci sarebbe più stato ritorno.

 

Ninetta mia, morire di maggio

Ci vuole tanto, troppo coraggio

Ninetta bella, dritto all’inferno

Avrei preferito andarci d’inverno.

 

E mentre il grano ti stava a sentire

Dentro alle mani stringevi il fucile

Dentro la bocca stringevi parole

Troppo gelate per sciogliersi al sole.

 

Dormi sepolto in un campo di grano

Non è la rosa non è il tulipano

Che ti fan veglia all’ombra dei fossi

Ma sono mille papaveri rossi.


 

Auschwitz

Francesco Guccini

 

Son morto ch'ero bambino

son morto con altri cento

passato per un camino

e ora sono nel vento

Ad Auschwitz c'era la neve

il fumo saliva lento

nei campi tante persone

che ora sono nel vento

Nei campi tante persone

ma un solo grande silenzio

che strano, non ho imparato

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come puo` un uomo

uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone

ancora non e` contenta            

di sangue la bestia umana

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sara`

che un uomo potra` imparare

a vivere senza ammazzare

e il vento si posera`.

 

La ballata dell'eroe

Fabrizio De Andre': (Volume III , 1969)

 

Era partito per fare la guerra, per dare il suo aiuto alla sua terra.

Gli avevano dato le mostrine e le stelle, ed il consiglio di vendere cara la pelle.

E quando gli dissero d'andare avanti, troppo lontano si spinse a cercare la verità...

Ora che e' morto la patria si gloria d'un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno d'un soldato vivo... d'un eroe morto che ne farà?

Se accanto, nel letto, le e' rimasta la gloria d'una medaglia alla memoria

Dormono sulla collina

Fabrizio De Andre' - Non al denaro, non all'amore ne' al cielo, 1971

 

Dove se n’è andato Elmer che di febbre si lasciò morire dov’è Herman bruciato in miniera.

Dove sono Bert e Tom, il primo ucciso in una rissa e l’altro che uscì già morto di galera.

E cosa ne sarà di Charley che cadde mentre lavorava e dal ponte volò, volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore, una di aborto, l’altra d’amore.

E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un animale e Edith consumata da uno strano male.

E Lizzie che inseguì la vita lontano, e dall’Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra.

Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono sulla collina.

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie con cimiteri di croci sul petto.

Dove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa, per un amore finito male.

Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere.

Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono sulla collina.

Dov’è Jones il suonatore che fu sorpreso dai suoi novant’anni e con la vita avrebbe ancora giocato.

Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all’amore né al cielo.

Lui sì, sembra di sentirlo cianciare ancora delle porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate.

Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquore: "tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?".

 


 

Egregio Presidente

Parole e musica di Boris Vian - Cantata da Ornella Vanoni, Ivano Fossati, Giangilberto Monti

 

Io spero leggerà

egregio Presidente

la lettera presente

se tempo mai ne avrà.

La posta mi darà

prima di domattina

la vostra cartolina

che in guerra m’invierà.

Ma io non sarò mai

Egregio Presidente

il boia o l’assassino

di gente come me.

mi creda ma non è

per darle del fastidio

in cuore ho già deciso

che io diserterò.

 

Mio padre non c’è più

i miei fratelli andati

e i figli disperati

a piangere con me.

Mia madre come lui

è dentro la sua tomba

e i vermi od una bomba

che cosa cambierà.

Quand’ero in prigionia

qui tutto mi han rubato

la moglie, il mio passato

la mia migliore età.

Domani mi alzerò

e sbatterò la porta

in faccia alla memoria

e in strada me ne andrò.

 

Di carità vivrò

sulle strade del mondo

e a tutti fino in fondo

io questo griderò

“No obbedite più

gettate le armi in terra

e basta con la guerra

restatevene qui!”

Se sangue servirà

Egregio Presidente

c’è il suo, se mi consente

lo dia a chi ne vorrà.

La legge violerò

lo dica ai suoi gendarmi

io armi non ne ho…

Dal fronte non è più tornato

Di Vladimir Vyssotskij, cantata da Eugenio Finardi

 

L’acqua, il cielo ed il bosco hanno mille colori

si, però qualcosa è cambiato,

anche l’aria è la stessa, soltanto che ieri

lui dal fronte non è più tornato,

anche l’aria è la stessa, soltanto che ieri

lui dal fronte non è più tornato.

 

Chissà chi aveva ragione in ogni nostro discorso

al sonno e al riposo rubato

ha iniziato a mancarmi solo quando l’ho perso

e dal fronte non è più tornato,

ha iniziato a mancarmi solo quando l’ho perso

e dal fronte non è più tornato.

 

E taceva e parlava sempre fuori misura

e se cantava, cantava stonato

non riuscivo a dormire, si alzava all’aurora

e dal fronte non è più tornato,

non riuscivo a dormire, si alzava all’aurora

e dal fronte non è più tornato.

 

Non si tratta del vuoto che adesso io sento

si era in due, solo ora ho capito,

che è come fosse un falò che è stato spento dal vento

dal momento in cui non è tornato

che è come fosse un falò che è stato spento dal vento

dal momento in cui non è tornato.

 

Quasi fosse un’evasa, la primavera devasta

per sbaglio l’ho persino chiamato

“dammi un po’ da fumare…” non c’è stata risposta

lui dal fronte non è più tornato

ho chiesto “dammi un po’ da fumare…”

non c’è stata risposta

lui dal fronte non è più tornato.

 

Non saremo da soli in tutto questo sfacelo

sentinella sarà chi è caduto

e si specchia nel bosco e nei nostri rigagnoli il cielo

ed ogni albero svetta azzurrato

e si specchia nel bosco e nei nostri rigagnoli il cielo

ed ogni albero svetta azzurrato.

 

E ce n’era di posto in questa sporca trincea

si spartiva ogni giorno e minuto

ora ho tutto per me, ma mi rimane l’idea

di esser quello che non è tornato.

Ora è tutto per me. Resta solo l’idea

che forse son io a non essere tornato.

 


 

LA PACE

Jovanotti

È un'alba così bella
che sembra il primo giorno del mondo
davanti a questa luce
che illumina anche il buio più profondo
non so parlare
e non so niente
di quello che c'è intorno a me
ma niente mi impaurisce
e tutto sembra naturale
l'odore di quest'aria
che riempie i miei polmoni e li accarezza
il cielo che raccoglie i miei pensieri
e mi da sicurezza
è un giorno così nuovo
che sembra che non abbia mai sofferto
non riesco a immaginare
che un tempo questa terra fu un deserto
raccolgo con le mani
manciate di acqua fresca trasparente
e poi mi guardo intorno e son tranquillo
di vivere così
semplicemente
la pace.

 

Luigi Tenco

E se ci diranno

che per rifare il mondo

c’è un mucchio di gente

da mandare a fondo

noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare

per poi sentire dire che era un errore

noi risponderemo noi risponderemo

no no no no

 

E se ci diranno

che nel mondo la gente

o la pensa in un modo

o non vale niente

noi che non abbiam finito ancora di contare

quelli che il fanatismo ha fatto eliminare

noi risponderemo

no no no no

 

E si ci diranno

che è un gran traditore

chi difende la gente

di un altro colore

noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara

fare cose di cui ci dovremmo vergognare

noi risponderemo noi risponderemo

no no no no

 

E si ci diranno

che è il destino della terra

selezionare i migliori

attraverso la guerra

noi che sappiamo bene che i più forti

son sempre stati i primi a finir morti

Noi risponderemo noi risponderemo

No no no no

 


 

Guerra

Litfiba

 

EIN ZWEI TREI FIAR FOIAR!

Guardo oltre il muro di vetro

l'esercito che passa uomini neri!

Cerco in una mano chiusa

la causa della morte di uomini neri!

GUERRA

aria vuota nelle strade

si muovono le ombre di uomini neri!

GUERRA!

Ma che cosa mi succede

e dove sono gli occhi di uomini neri!

Uomini neri uh oh!

uomini neri!

E' GUERRA E' GUERRA E' GUERRA

La Bomba Atomica

I Giganti

 

Noi noi noi

non abbiamo mai dimenticato

il calore e la pace di una famiglia

Noi noi noi

non abbiamo più nessun amore

ne una casa da difendere dai mali del mondo

Noi non abbiamo paura della bomba

noi non abbiamo paura della bomba atomica

Noi noi noi

con gli sguardi alti verso il cielo

aspettiamo un giorno nuovo che

oscuri il passato

Noi noi noi

Noi vogliamo che venga presto

questo giorno che

ci porti paura per noi

Noi non abbiamo paura della bomba

noi non abbiamo paura della bomba atomica

 


 

Proposta (mettete dei fiori nei vostri cannoni)

I Giganti

 

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

Era scritto su un cartello

sulla schiena dei ragazzi

che senza conoscersi

di città diverse

socialmente differenti

cantavano la loro proposta

ora pare che ci sarà un inchiesta

Tu come ti chiami sei molto giovane

Me ciami Brambila e fo l’uperari

lavori la ghisa per pochi denari

e non ho in tasca mai la lira per potere fare un ballo con lei

mi piace il lavoro ma non sono contento

 non è per i soldi che io mi lamento

ma questa gioventù ci avrei giurato mi avrebbe dato di più

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate ma note musicali

che formino glia accordi per

una ballata di pace di pace

Anche tu sei molto giovane quanti anni hai e di cosa non sei soddisfatto

Ho quasi 20 anni e vendo giornali

girando i quartieri tra povera gente

che vive come me che sogna come me

sono un pittore che non vende quadri

dipingo soltanto l’amore che vedo

e alla società non chiedo che la mia libertà

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate ma note musicali

che formino glia accordi per

una ballata di pace di pace

E tu chi sei non mi pare che abbia di che lamentarti

 La mia famiglia e di gente bene

con mamma non parlo con il babbo nemmeno

lui mette le mie camicie

e poi mi critica se vesto così

guadagno la vita lontano da casa

perché ho rinunciato ad un posto tranquillo

ora mi dite che ho degli che gli altri hanno perso per me.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni

perché non vogliamo mai nel cielo

molecole malate ma note musicali

che formino glia accordi per

una ballata di pace di pace

Il pilota di Hiroshima

I Nomadi

 

Fuori nel mondo chissà dove
o su nel cielo fra gli eterni eroi,
ma nel fondo di un profondo eterno
vive un uomo, vive il suo inferno.
La sua bocca più non parla,
le sue notti non le dorme più
sta nascosto dietro il suo pensiero,
muore un uomo, muore senza il vero.
Il pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi
quel bimbo sulla terra.
Fuori nel mondo chissà dove,
nel riflesso del cielo nello stagno,
striscia ancora la scia di vapore
del suo aereo e di quelle ore.
Il pilota di Hiroshima,
un duro alla maniera di John Wayne,
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi
quel bimbo sulla terra.
Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luci di luce più abbagliante,
di quel sole esploso in un istante.


 

 

Contro

I Nomadi

 

Gli istinti bestiali dell'uomo hanno seminato
tristezza, morte, dolore e anche un po' di
assuefazione. Ma esiste ancora il coraggio e
la dignità di chi non si arrende, di chi si
ribella, di chi va controcorrente. "Contro" è
la voglia di lottare, è la voglia di cambiare.


Contro i fucili, carri armati e bombe
contro le giunte militari, le tombe
contro il cielo che ormai è pieno, di tanti ordigni
nucleari
contro tutti i capi al potere che non sono ignari.

Contro i massacri di Sabra e Chatila
contro i folli martiri dell'Ira
contro inique sanzioni, crociate americane
per tutta la gente che soffre, e che muore di fame.

Contro chi tiene la gente col fuoco
contro chi comanda e ha in mano il gioco
contro chi parla di fratellanza, amore, libertà
e poi finanzia guerre e atrocità.

Contro il razzismo sudafricano
contro la destra del governo israeliano
conto chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha
per tutta la gente ormai stanca che vuole verità.

Contro tutte le intolleranze
contro chi soffoca le speranze
contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi
contro la poca memoria della storia.

Contro chi fa credere la guerra un dovere
contro chi vuole dominio e potere
contro le medaglia all'onore, alla santità
per tutta la gente che grida libertà.

La Bomba

I Nomadi

 

Nel cielo suona una tromba
o forse invece è una bomba
o forse è solo un temporale
che mi sorprende per le scale
ma cosa dico non ci sento
ora sta cambiando il vento.

Ascolto l'eco dei tuoni
e inseguo ancora i miei sogni
sogni rosa di un bambino
che guarda il mondo da vicino
e che non crede a chi dirà
che astenersi è santità.

Ecco che il vento è cambiato
e un altro tempo ha portato
il tempo della primavera
di un giorno in cui non è mai sera
ma questo giorno non mi dà
che un cielo grigio di realtà

E intanto gocciola il tempo
e sembra privo di senso
ma giù dal cielo una bomba cadrà
sulla terra evaporerà
il riso dei bimbi, il verde dei prati
i sogni d'amore mai giocati.

Ancora il vento è cambiato
e un gran silenzio ha lasciato
con giochi vuoti di parole
sciolte come nebbia al sole
in fondo a tutto resta già
il fatto che è violenza in verità.

Lo so non basta cantare
però io questo so fare
sentirsi un po' più innocente
rispetto al silenzio di tanta gente
portar sorriso quando si muore
quando sulla testa scoppierà un sole


 

Noi non ci saremo

Francesco Guccini

 

Vedremo soltanto una sfera di fuoco,
più grande del sole, più vasta del mondo;
nemmeno un grido risuonerà...
E catene di monti coperti di neve
saranno confine a foreste di abeti
mai mano d'uomo le toccherà,
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra, per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E il vento d'estate che viene dal mare
intonerà un canto fra mille rovine,
fra le macerie delle città,
fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo...
E dai boschi e dal mare ritorna la vita,
e ancora la terra sarà popolata,
fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni
e ancora il mondo percorrerà
gli spazi di sempre
per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, non ci saremo...

 

L’atomica Cinese

Francesco Guccini

 

Si è levata dai deserti in Mongolia occidentale
una nuvola di morte, una nuvola spettrale che va.
Sopra i campi della Cina,sopra il tempio e la risaia,
oltrepassa il Fiume Giallo, oltrepassa la muraglia e va.
Sopra il bufalo che rumina, su una civiltà di secoli,
sopra le bandiere rosse, sui ritratti dei profeti,
sui ritratti dei signori,
sopra le tombe impassibili degli antichi imperatori.
Sta coprendo un continente, sta correndo verso il mare,
copre il cielo fino al punto dove l'occhio può guardare, e va.
Sopra il volo dei gabbiani che precipitano in acqua,
sopra i pesci che galleggiano e ricoprono la spiaggia, e va.
Alzan gli occhi i pescatori verso il cielo così livido:
le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio
e le reti sono piene di cadaveri d'argento.
Poi le nuvole si rompono e la pioggia lenta cade
sopra i tetti delle case, sulle pietre delle strade,
sopra gli alberi che muoiono, sopra i campi che si seccano,
sopra i cuccioli degli uomini, sulle mandrie che la bevono.
Sulle spiagge abbandonate una pioggia che è veleno
e che uccide lentamente, pioggia senza arcobaleno, che va.

Quando ero soldato

Lucio Dalla

 

Quando ero soldato

allora sì che era bella la vita anche per me

15 mesi senza i problemi di casa mia

quando ero soldato trattato bene meglio di un re

senza pagar mai una lira di tasca mia

 

e con le ragazze le sole che poi non ti chiedano un matrimonio......

 

Quando ero soldato beato me

la guerra non c’era adesso c’è

l’han dichiarata tutti daccordo contro di me

quando ero soldato vivevo tranquillo

ora son tanti a bombardare la vita mia.

1999

Lucio Dalla

 

E' bruciato anche l'ultimo fiore grigio fumo

è il colore del sole sono solo in un mondo che tace

finalmente è scoppiata la pace

aspettavo che venisse il momento

ora parlo solamente col vento

finalmente questo mondo è più bello

il fratello più non odia il fratello

Cosa farò non lo so

cosa dirò niente, niente, niente

Son salito su di un tram che non parte

sto seduto come sempre in disparte

non mi piace tutto quello che dico

ho paura io mi sento nemico

Cosa farò non lo so

cosa dirò niente, niente, niente

 


 

Giai Phong

Eugenio Finardi

 

Che prima o poi sarebbe successo tutto il mondo lo sapeva
ma così presto e così bene nessuno se lo aspettava
la mattina del 30 Aprile quando i carri dei vietcong
dopo trent'anni di guerra entrarono a Giai Phong

Di quel nemico così potente da far scappare gli Americani
che li avevano descritti come mostri disumani
eran ragazzi di sedici anni con le suole di copertone
ragazzi di campagna che parlavano di liberazione

Gente stupita riconobbe tra i Gu Do
un cugino, un amico uno come noi
si rese conto che la guerra che li aveva tenuti lontani
era di un solo Vietnam contro gli Americani

Ed il mondo aspettava e il mondo non capiva
ma il bagno di sangue non veniva
perché lo scopo era raggiunto di fare la rivoluzione
per chi si ostinava bastava la rieducazione

Tra la gente si discuteva e anche se non sembrava
si organizzava e la vita cambiava

A Giai Phong intanto tutto andava diversamente
senza violenza ma ostinatamente
crollavano i valori e l'economia borghese
c'eran pochi soldi ma a nessuno mancava niente

E quando si chiedeva chi son gli eroi di questa guerra
di chi è il merito, chi è stato il migliore
la risposta era: ha vinto la nostra terra
non servono gli eroi a guidare una vittoria popolare

E se si fa il confronto tra una storia come questa
e una qualsiasi delle vittorie della destra
come Tal El Zatar con la croce sul fucile
l'università in Tailandia o lo stadio di Santiago del Cile

La Bomba

Daniele Silvestri

 

Riflettendo sui fatti,
sui modi e sui tempi
c'è da finire matti a pensare che un attimo solo bastò
adesso lo so.
E non è che rimpiangi,
nemmeno una volta
e non è la coscienza che brucia, è l'assenza che il buio portò
e che un giorno riavrò.
Non c'era nemmeno un segnale o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica e un cielo che ha sbagliato colore
è la luce che cambia, che cresce che esplode
è la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire o persino sapere che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché
Ma tornando al presente,
c'è un rumore costante
una nota stridente che ancora la mente scordare non può.
È il regalo che ho avuto,
da quel giorno per me il mondo è muto
e non chiedo un aiuto, anzi evito meglio di dire di no
a chi cerca in quello che so.
Non c'era nemmeno un segnale o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica e un cielo che ha cambiato colore
e la luce che cambia, che cresce, che esplode
e la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire, o perfino sapere
che niente e nessuno potrà mai spiegarmi perché

 


 

Le sorti de un pianeta

Pitura Freska

 

L'ossession de la guera


l'incossensa de distruger la tera

Le sorti de un pianeta

in man de gente spietata.

Cuei che vol cuesto se i veri assassini

se gente che fa massacri da migliaia de ani.

 

Ogni vita va rispetada

che la vegna da na regia,

che la vegna da na strada

Ogni guera va subito fermada

la vita se un dirito,

no la va strassada.

 

Le Nassion Unite

no fa altro che sercarse le drite

In Africa, lanpi e toni,

dove no convien li se ne sbate i coioni.

Cuanti rispeta in tera i diriti umani?

el dirito de condanar a morte no lo ga nissuni

 

Ogni vita va rispetada

che la vegna da na regia,

che la vegna da na strada

Ogni guera va subito fermada

la vita se un dirito,

no la va strassada.