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C'era un ragazzo... Gianni Morandi C'era
un ragazzo che come me amava
i Beatles e i Rolling Stones girava
il mondo veniva da gli
Stati Uniti d'America Non
era bello ma accanto a se aveva
mille donne se cantava Help, Ticket to Ride o Lady Jane o Yesterday cantava
"Viva la libertà" ma
ricevette una lettera la
sua chitarra mi regalò fu
richiamato in America Stop! coi Rolling Stones Stop! coi Beatles stop Gli
han detto vai nel Viet-Nam e
spara ai Viet-Cong Rattatatata....Rattatatata....
Rattatatata....Rattatatata....Rattatatata.... C'era
un ragazzo che come me amava
i Beatles e i Rolling Stones girava
il mondo ma poi finì a
far la guerra nel Viet-Nam Capelli
lunghi non porta più non
suona la chitarra ma uno
strumento che sempre dà la
stessa nota Rattattata Non
ha più amici non
ha più fans vede
la gente cadere giù nel
suo paese non
tornerà adesso
è morto nel Viet-Nam Nel
petto un cuore più non ha ma
due medaglie o tre Rattatatata....Rattatatata....
Rattatatata....Rattatatata....Rattatatata.... |
Il mio nome e' mai
più Ligabue,
Jovanotti, Pelù C'era una volta la mia vita c'era una volta la mia casa c'era una volta e voglio che sia ancora E voglio i nomi di chi si impegna a fare i conti con la propria vergogna dormite pure voi che avete ancora ancora sogni,
sogni, sogni... Il mio nome e' mai più, mai più, mai più Eccomi qua seguivo gli ordini che ricevevo c'e' stato un tempo in cui credevo che arruolandomi in aviazione avrei girato il mondo e avrei fatto bene alla mia gente e fatto qualcosa di importante in fondo a me piaceva volare C'era una volta un aeroplano un militare americano c'era una volta il gioco di un bambino E voglio i nomi di chi ha mentito di chi ha parlato di una guerra giusta io non le lancio più le vostre sante bombe bombe,
bombe, bombe... Il mio nome e' mai più mai più mai più... |
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Generale Francesco
De Gregori Generale dietro alla collina, ci sta la notte
crucca ed assassina e in mezzo al prato c'e' una contadina, curva sul
tramonto sembra una bambina di cinquant'anni e di cinque figli, venuti al
mondo come conigli partiti al mondo come soldati e non ancora
tornati. Generale dietro la stazione, lo vedi il treno che
portava al sole non fa più fermate neanche per pisciare si va
dritti a casa senza più pensare che la guerra e' bella anche se fa male che
torneremo ancora a cantare e a farci fare l'amore l'amore dalle infermiere. Generale la guerra e' finita il nemico e' scappato
e' vinto e' battuto dietro la collina non c'e' più nessuno solo aghi
di pino e silenzio e funghi buoni da mangiare buoni da seccare da farci il
sugo quando viene Natale quando i bambini piangono e a dormire non ci
vogliono andare. Generale queste cinque stelle queste cinque
lacrime sulla mia pelle che senso hanno dentro al rumore di questo treno
che e' mezzo vuoto e mezzo pieno e va veloce verso il ritorno, tra
due minuti e' quasi giorno e' quasi casa e' quasi amore. |
La guerra di Piero
Fabrizio De Andre’
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Dormi sepolto in un campo di grano Non è la rosa non è il tulipano Che ti fan veglia all’ombra dei fossi Ma sono mille papaveri rossi. Lungo le sponde del mio torrente Voglio che scendano i lucci argentati Non più i cadaveri dei soldati Portati in braccio dalla corrente. Così dicevi ed era d’inverno E come gli altri verso l’inferno Te ne vai triste come chi deve Il vento ti sputa in faccia la neve. Fermati Piero, fermati adesso, Lascia che il vento ti passi un po’ addosso Dei morti in battaglia ti porti la voce Chi diede la vita ebbe in cambio una croce. Ma tu non udisti e il tempo passava Con le stagioni a passo di "java" Ed arrivasti a varcar la frontiera In un bel giorno di primavera. E mentre marciavi con l’anima in spalle Vedesti un uomo in fondo alla valle Che aveva il tuo stesso identico umore Ma la divisa dell’altro colore. Sparagli Piero, sparagli ora E dopo un colpo sparagli ancora Fino a che tu non lo vedrai esangue Cadere in terra e coprire il tuo sangue. |
E se gli spari in fronte o nel cuore Soltanto il tempo avrà per morire Ma il tempo a me resterà per vedere Vedere gli occhi di un uomo che muore. E mentre gli usi questa premura Quello si volta ti vede, ha paura Ed imbracciata l’artiglieria Non ti ricambia la cortesia. Cadesti a terra senza un lamento E ti accorgesti in un solo momento Che il tempo non ti sarebbe bastato A chieder perdono per ogni peccato. Cadesti a terra senza un lamento E ti accorgesti in un solo momento Che la tua vita finiva in quel giorno E non ci sarebbe più stato ritorno. Ninetta mia, morire di maggio Ci vuole tanto, troppo coraggio Ninetta bella, dritto all’inferno Avrei preferito andarci d’inverno. E mentre il grano ti stava a sentire Dentro alle mani stringevi il fucile Dentro la bocca stringevi parole Troppo gelate per sciogliersi al sole. Dormi sepolto in un campo di grano Non è la rosa non è il tulipano Che ti fan veglia all’ombra dei fossi Ma sono mille papaveri rossi. |
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Auschwitz Francesco
Guccini Son morto ch'ero bambino son morto con altri cento passato per un camino e ora sono nel vento Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento nei campi tante persone che ora sono nel vento Nei campi tante persone ma un solo grande silenzio che strano, non ho imparato a sorridere qui nel vento. Io chiedo come puo` un uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento. Ancora tuona il cannone ancora non e` contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento. Io chiedo quando sara` che un uomo potra` imparare a vivere senza ammazzare e il vento si posera`. La ballata
dell'eroe Fabrizio De
Andre': (Volume III , 1969) Era partito per fare la guerra, per dare il suo
aiuto alla sua terra. Gli avevano dato le mostrine e le stelle, ed il
consiglio di vendere cara la pelle. E quando gli dissero d'andare avanti, troppo
lontano si spinse a cercare la verità... Ora che e' morto la patria si gloria d'un altro
eroe alla memoria. Ma lei che lo amava aspettava il ritorno d'un
soldato vivo... d'un eroe morto che ne farà? Se accanto, nel letto, le e' rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria |
Dormono sulla
collina Fabrizio De
Andre' - Non al denaro, non all'amore ne' al cielo, 1971 Dove se n’è andato Elmer che di febbre si lasciò
morire dov’è Herman bruciato in miniera. Dove sono Bert e Tom, il primo ucciso in una rissa
e l’altro che uscì già morto di galera. E cosa ne sarà di Charley che cadde mentre
lavorava e dal ponte volò, volò sulla strada. Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono
sulla collina. Dove sono Ella e Kate morte entrambe per errore,
una di aborto, l’altra d’amore. E Maggie uccisa in un bordello dalle carezze di un
animale e Edith consumata da uno strano male. E Lizzie che inseguì la vita lontano, e
dall’Inghilterra fu riportata in questo palmo di terra. Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono
sulla collina. Dove sono i generali che si fregiarono nelle
battaglie con cimiteri di croci sul petto. Dove i figli della guerra partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male. Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle
bandiere legate strette perché sembrassero intere. Dormono, dormono sulla collina. Dormono, dormono
sulla collina. Dov’è Jones il suonatore che fu sorpreso dai suoi
novant’anni e con la vita avrebbe ancora giocato. Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino
e mai un pensiero non al denaro, non all’amore né al cielo. Lui sì, sembra di sentirlo cianciare ancora delle
porcate mangiate in strada nelle ore sbagliate. Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di
liquore: "tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?". |
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Egregio Presidente Parole e musica di Boris
Vian - Cantata da Ornella Vanoni, Ivano Fossati, Giangilberto Monti Io
spero leggerà egregio
Presidente la
lettera presente se
tempo mai ne avrà. La
posta mi darà prima
di domattina la
vostra cartolina che
in guerra m’invierà. Ma
io non sarò mai Egregio
Presidente il
boia o l’assassino di
gente come me. mi
creda ma non è per
darle del fastidio in
cuore ho già deciso che
io diserterò. Mio
padre non c’è più i
miei fratelli andati e
i figli disperati a
piangere con me. Mia
madre come lui è
dentro la sua tomba e
i vermi od una bomba che
cosa cambierà. Quand’ero
in prigionia qui
tutto mi han rubato la
moglie, il mio passato la
mia migliore età. Domani
mi alzerò e
sbatterò la porta in
faccia alla memoria e
in strada me ne andrò. Di
carità vivrò sulle
strade del mondo e
a tutti fino in fondo io
questo griderò “No
obbedite più gettate
le armi in terra e
basta con la guerra restatevene
qui!” Se
sangue servirà Egregio
Presidente c’è
il suo, se mi consente lo
dia a chi ne vorrà. La
legge violerò lo
dica ai suoi gendarmi io
armi non ne ho… |
Dal fronte non è
più tornato Di Vladimir Vyssotskij,
cantata da Eugenio Finardi L’acqua,
il cielo ed il bosco hanno mille colori si,
però qualcosa è cambiato, anche
l’aria è la stessa, soltanto che ieri lui
dal fronte non è più tornato, anche
l’aria è la stessa, soltanto che ieri lui
dal fronte non è più tornato. Chissà
chi aveva ragione in ogni nostro discorso al
sonno e al riposo rubato ha
iniziato a mancarmi solo quando l’ho perso e
dal fronte non è più tornato, ha
iniziato a mancarmi solo quando l’ho perso e
dal fronte non è più tornato. E
taceva e parlava sempre fuori misura e
se cantava, cantava stonato non
riuscivo a dormire, si alzava all’aurora e
dal fronte non è più tornato, non
riuscivo a dormire, si alzava all’aurora e
dal fronte non è più tornato. Non
si tratta del vuoto che adesso io sento si
era in due, solo ora ho capito, che
è come fosse un falò che è stato spento dal vento dal
momento in cui non è tornato che
è come fosse un falò che è stato spento dal vento dal
momento in cui non è tornato. Quasi
fosse un’evasa, la primavera devasta per
sbaglio l’ho persino chiamato “dammi
un po’ da fumare…” non c’è stata risposta lui
dal fronte non è più tornato ho
chiesto “dammi un po’ da fumare…” non
c’è stata risposta lui
dal fronte non è più tornato. Non
saremo da soli in tutto questo sfacelo sentinella
sarà chi è caduto e
si specchia nel bosco e nei nostri rigagnoli il cielo ed
ogni albero svetta azzurrato e
si specchia nel bosco e nei nostri rigagnoli il cielo ed
ogni albero svetta azzurrato. E
ce n’era di posto in questa sporca trincea si
spartiva ogni giorno e minuto ora
ho tutto per me, ma mi rimane l’idea di
esser quello che non è tornato. Ora
è tutto per me. Resta solo l’idea che
forse son io a non essere tornato. |
LA PACE
Jovanotti |
Luigi
Tenco E se ci diranno che per rifare il mondo c’è un mucchio di gente da mandare a fondo noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare per poi sentire dire che era un errore noi risponderemo noi risponderemo no no no no E se ci diranno che nel mondo la gente o la pensa in un modo o non vale niente noi che non abbiam finito ancora di contare quelli che il fanatismo ha fatto eliminare noi risponderemo no no no no E si ci diranno che è un gran traditore chi difende la gente di un altro colore noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara fare cose di cui ci dovremmo vergognare noi risponderemo noi risponderemo no no no no E si ci diranno che è il destino della terra selezionare i migliori attraverso la guerra noi che sappiamo bene che i più forti son sempre stati i primi a finir morti Noi risponderemo noi risponderemo No no no no |
Guerra
Litfiba EIN ZWEI TREI FIAR FOIAR! Guardo oltre il muro di vetro l'esercito che passa uomini neri! Cerco in una mano chiusa la causa della morte di uomini neri! GUERRA aria vuota nelle strade si muovono le ombre di uomini neri! GUERRA! Ma che cosa mi succede e dove sono gli occhi di uomini neri! Uomini neri uh oh! uomini neri! E' GUERRA E' GUERRA E' GUERRA |
La Bomba Atomica
I Giganti Noi noi noi non abbiamo mai dimenticato il calore e la pace di una famiglia Noi noi noi non abbiamo più nessun amore ne una casa da difendere dai mali del mondo Noi non abbiamo paura della bomba noi non abbiamo paura della bomba atomica Noi noi noi con gli sguardi alti verso il cielo aspettiamo un giorno nuovo che oscuri il passato Noi noi noi Noi vogliamo che venga presto questo giorno che ci porti paura per noi Noi non abbiamo paura della bomba noi non abbiamo paura della bomba atomica |
Proposta (mettete dei fiori nei vostri cannoni)
I Giganti Mettete dei fiori nei vostri cannoni Era scritto su un cartello sulla schiena dei ragazzi che senza conoscersi di città diverse socialmente differenti cantavano la loro proposta ora pare che ci sarà un inchiesta Tu come ti chiami sei molto giovane Me ciami Brambila e fo l’uperari lavori la ghisa per pochi denari e non ho in tasca mai la lira per potere fare un
ballo con lei mi piace il lavoro ma non sono contento non è per i soldi che io mi lamento ma questa gioventù ci avrei giurato mi avrebbe
dato di più Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate ma note musicali che formino glia accordi per una ballata di pace di pace Anche tu sei molto giovane quanti anni hai e di
cosa non sei soddisfatto Ho quasi 20 anni e vendo giornali girando i quartieri tra povera gente che vive come me che sogna come me sono un pittore che non vende quadri dipingo soltanto l’amore che vedo e alla società non chiedo che la mia libertà Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate ma note musicali che formino glia accordi per una ballata di pace di pace E tu chi sei non mi pare che abbia di che
lamentarti La mia famiglia e di gente bene con mamma non parlo con il babbo nemmeno lui mette le mie camicie e poi mi critica se vesto così guadagno la vita lontano da casa perché ho rinunciato ad un posto tranquillo ora mi dite che ho degli che gli altri hanno
perso per me. Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate ma note musicali che formino glia accordi per una ballata di pace di pace |
Il pilota di Hiroshima
I Nomadi Fuori nel mondo chissà dove |
Contro
I Nomadi Gli istinti bestiali dell'uomo hanno seminato |
La Bomba
I Nomadi Nel cielo suona una tromba |
Noi non ci saremo
Francesco Guccini Vedremo soltanto una sfera di fuoco, |
L’atomica Cinese
Francesco Guccini Si è levata dai deserti in Mongolia occidentale |
Quando ero soldato
Lucio Dalla Quando ero soldato allora sì che era bella la vita anche per me 15 mesi senza i problemi di casa mia quando ero soldato trattato bene meglio di un re senza pagar mai una lira di tasca mia e con le ragazze le sole che poi non ti chiedano
un matrimonio...... Quando ero soldato beato me la guerra non c’era adesso c’è l’han dichiarata tutti daccordo contro di me quando ero soldato vivevo tranquillo ora son tanti a bombardare la vita mia. |
1999
Lucio Dalla E' bruciato anche l'ultimo fiore grigio fumo è il colore del sole sono solo in un mondo che
tace finalmente è scoppiata la pace aspettavo che venisse il momento ora parlo solamente col vento finalmente questo mondo è più bello il fratello più non odia il fratello Cosa farò non lo so cosa dirò niente, niente, niente Son salito su di un tram che non parte sto seduto come sempre in disparte non mi piace tutto quello che dico ho paura io mi sento nemico Cosa farò non lo so cosa dirò niente, niente, niente |
Giai Phong
Eugenio Finardi Che prima o poi sarebbe successo tutto il mondo
lo sapeva |
La Bomba
Daniele Silvestri Riflettendo sui fatti, |
Le sorti de un pianeta
Pitura Freska L'ossession
de la guera l'incossensa
de distruger la tera Le
sorti de un pianeta in
man de gente spietata. Cuei
che vol cuesto se i veri assassini se
gente che fa massacri da migliaia de ani. Ogni
vita va rispetada che
la vegna da na regia, che
la vegna da na strada Ogni
guera va subito fermada la
vita se un dirito, no
la va strassada. Le
Nassion Unite no
fa altro che sercarse le drite In
Africa, lanpi e toni, dove
no convien li se ne sbate i coioni. Cuanti
rispeta in tera i diriti umani? el
dirito de condanar a morte no lo ga nissuni Ogni
vita va rispetada che
la vegna da na regia, che
la vegna da na strada Ogni
guera va subito fermada la
vita se un dirito, no la va strassada. |
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