28 febbraio 2006 - Comunicato stampa
 

Resoconto della campagna “Lezioni di Pace“, il calendario 2006 per “365 giorni di Pace”

Durante l’inverno ’05-‘06 il Comitato intercomunale per la Pace ha  proposto alla popolazione locale il calendario “Lezioni di Pace” a sostegno dell’iniziativa di solidarietà “365 giorni di Pace” che rappresenta la continuazione della campagna dell’inverno ’04-’05 “Un centesimo per la Pace - Come sarebbe il Mondo se 1/100 dei fondi destinati alla guerra fossero investiti nella Pace?”.

Il calendario è stato realizzato durante la quarta edizione del progetto "La mia scuola per la Pace" che ha portato 49 scuole di 14 Comuni della zona, per un totale di circa 10.000 alunni, in collaborazione con il Comitato Pace, ad organizzare per il 4 maggio 2005 una giornata dedicata al tema della Pace e dell'intercultura prendendo come spunto la figura di Rigoberta Menchù Tum, premio Nobel per la Pace del 1992.

Ora la campagna è sostanzialmente giunta a conclusione con un bilancio della raccolta fondi pari a 9.470 euro, un risultato decisamente significativo che ha consentito di destinare:

·          2.200 euro all’Associazione “Un ponte per…”, per progetti a sostegno dei bambini iracheni;

·          2.200 euro all’associazione dei docenti e genitori della scuola di Beslan, a sostegno dei bambini e delle famiglie vittime dell’attacco terroristico dell’1 settembre 2004;

·          2.200 euro alla Fondazione “Inima pentru Inima” di RM Vâlcea, a sostegno dei progetti per l’infanzia abbandonata in Romania (in particolare è stato dato un aiuto alla Fondazione Rumena "Inima pentru Inima" per reggere il duro inverno di Macìn, nel distretto di Tulcea, e a dare al Natale ortodosso dei bambini un po’ di gioia);

·          2.200 euro all’associazione “Amici di Nevè Shalom - Wahat al Salam”, per la Scuola del villaggio, frequentata da scolari israeliani e palestinesi.

Il restante importo di 670 euro è quanto invece sarà reinvestito a livello locale per attività di promozione e sostegno di politiche di Pace.

Per la raccolta si ringraziano tutti i cittadini, in particolare chi ha provveduto a fare versamenti sull’apposito conto corrente di Banca Etica, i Comuni di Arluno, Bareggio, Corbetta, Cornaredo, Pregnana Milanese, Sedriano e Settimo Milanese, che hanno dato sostegno all’iniziativa (in particolare il Comune di Bareggio che ha dato un importante contributo economico a favore della raccolta di fondi di solidarietà), e le seguenti scuole, che hanno incoraggiato e sostenuto la diffusione del calendario e la raccolta fondi nei paesi della zona:

·          le scuole Materna ed Elementare "A. Moro" di Arluno

·          la scuola media "Curiel-Muratori" di Cornaredo

·          la scuola Elementare "S.Caterina" di Magenta

·          la scuola Materna di Roveda

·          la scuola Materna "Mazzini" di Sedriano

·          l’Istituto Comprensivo “A.Moro” di Corbetta

·          la scuola Elementare ”Giovanni XXIII” di Magenta

·          l’Istituto “Madre Terzaghi” di Magenta

·          la scuola Elementare “G. Molla Beretta” di Ponte Nuovo

·          la scuola Elementare “De Amicis” di Magenta

·          l’Istituto comprensivo di Pregnana Milanese

·          la scuola Media di Settimo Milanese

·          la scuola Primaria di Via Airaghi di Vighignolo

·          la scuola Materna S. Maria Nascenta di Vighignolo

·          l’Istituto Comprensivo ”D.Alighieri” di Vittuone

I promotori dell’iniziativa sono ben consci che purtroppo il successo della campagna non ha risolto i problemi della Pace nel mondo e che le spese per le armi non sono cessate, ma anzi che la tendenza attuale è nella direzione di un loro aumento.

Ogni giorno milioni di uomini, donne e bambini vivono terrorizzati dalla violenza delle armi; ogni minuto, uno di loro viene ucciso.

Purtroppo, anche nel XXI secolo il commercio globale di armi continua a rappresentare un grande affare, nonostante la proliferazione incontrollata e l’uso indebito delle armi da parte delle forze governative e dei gruppi armati abbia costi umani devastanti:

ogni anno le armi convenzionali causano la morte di oltre 500.000 persone;
nella I guerra mondiale, il 14% delle vittime erano civili; la percentuale è salita al 67% nella II guerra mondiale ed è ancora più alta in alcuni dei conflitti contemporanei;
oltre 300.000 bambini soldato sono coinvolti nei conflitti;
durante i conflitti, migliaia di donne e bambine vengono stuprate sotto la minaccia delle armi: per esempio, 15.700 in Ruanda e 25.000 tra Croazia e Bosnia.

La proliferazione e l’uso indebito delle armi devasta la vita di migliaia di persone e impedisce ai paesi di affrancarsi dalla povertà:  

un terzo dei paesi spende più nel settore militare che nei servizi sanitari essenziali;
ogni anno Africa, Asia e America Latina spendono in media 22 miliardi di dollari in armi. La metà di questa cifra potrebbe permettere a ciascun bambino e a ciascuna bambina di questi continenti di andare a scuola;
quasi la metà dei paesi del mondo con il più alto budget destinato alla difesa figurano in fondo alla classifica dello sviluppo umano;
in Africa le perdite economiche causate dalla guerra ammontano a 15 miliardi di dollari all’anno.

Ribadiamo quindi che è inaccettabile che la comunità internazionale spenda centinaia di miliardi di euro per le spese militari, cioè per approntare strumenti di morte e distruzione, e non sia in grado di offrire a tutti i paesi del mondo una soluzione al problema della fame e delle malattie che affliggono tanta parte dell’umanità e ci uniamo all’appello di Papa Benedetto XVI che, nel messaggio per la Pace dell’1 gennaio 2006, afferma:

“… non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove? L'auspicio che sale dal profondo del cuore è che la Comunità Internazionale sappia ritrovare il coraggio e la saggezza di rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo, dando concreta applicazione al diritto alla Pace, che è di ogni uomo e di ogni popolo…

I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo.”

 

Ulteriori contributi alla raccolta fondi possono essere versati sul

C.C. n. 113613 del Comitato Intercomunale per la Pace, presso Banca Etica

ABI 05018 - CAB 01600 - CIN C. Causale “365 giorni di Pace”

Per ulteriori informazioni: www.comitatopace.it - info@comitatopace.it - Tel e fax 029024617

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