2 Febbraio 2006

Sulla celebrazione della "Giornata delle Foibe"

Per il secondo anno consecutivo torniamo a parlare di Foibe e soprattutto dell'Istria una terra bellissima, eppure quasi dimenticata,rimossa come è stato quasi occultata la presenza dei 300.000 profughi istriani che, dopo la guerra, ha scelto l'esilio.

Quando nel 2005 decidemmo di tenere un incontro sulla "Giornata delle Foibe" a Sedriano, che inserimmo addirittura nelle celebrazioni del 25 aprile, fummo attaccati da due o tre parti diverse: da destra, poiché la "Giornata delle Foibe", istituita dal Parlamento Italiano dopo molte discussioni anche in seno alle associazioni dei profughi istriani, era vista come una specie di rivincita (addirittura!) rispetto alla celebrazione del 25 aprile "Giornata della liberazione" del nostro popolo dal giogo nazifascista - e purtroppo anche da ambienti del movimento partigiano, almeno da quelli che avrebbero preferito ancora un po' di silenzio su una questione assai dolorosa e scomoda per tanti.
Noi volevamo semplicemente continuare con una politica culturale libera, aperta, che non ha paura di affrontare, con l'arma della ricerca storica e dell'analisi critica, qualsiasi avvenimento storico - prima o poi riusciremo a mettere in campo una serie di incontri sui paesi del cosiddetto "socialismo reale". sarebbe l'ora di farlo, ora che nelle nostre comunità arrivano sempre piu' numerosi giovani e intere famiglie dalla Romania, dall'Albania, dall'Ucraina, dalla Moldavia. Che è successo a quei popoli, qual'è la loro condizione attuale e la loro prospettiva? Un tema che dovrebbe essere gradito soprattutto a chi - eravamo in tanti- vedevano nell'ipotesi socialista una via di sbocco rispetto al sistema di mafia e ingiustizia sociale di parecchie parti del mondo occidentale.
La limpidezza del 25 aprile è così grande e chiara nella storia, come ha giustamente ricordato il presidente Ciampi proprio il 10 febbraio dello scorso anno, che non puo' essere messa in discussione cosiccome i valori della Resistenza   Partigiana Antifascista e Antinazista, che sono fondamentalmente quelli del diritto alla Libertà, all' autodeterminazione dei popoli,  alla democrazia e al rispetto della persona.
L' incontro con Zandel dello scorso anno ci convinse che sulla questione delle Foibe, ancora molti di noi ne sanno ben poco, ma del resto il pericolo della strumentalizzazione fascista della "Giornata" non puo' esimerci dal tacere sulla realtà di quasi 400.000 profughi che dovettero abbandonare la loro amata terra e vagare per la Penisola in campi costruiti alla meglio. Perché avvenne tutto questo? E' maturo, secondo noi, il tempo per affrontare, con l'arma benedetta della curiosità ogni questione storica.. tutti potremmo imparare qualcosa in più.
Il sistema della testimonianza è secondo noi il migliore, anche se ciò ci porta a non rispettare la data della Giornata , soprattutto per gli impegni dei testimoni.
Il 6 febbraio prossimo sarà la volta di Anna Maria Mori, che lasciò l'Istria da Bambina e che non l'ha mai dimenticata. Inviata speciale di "Repubblica" sino al 1995, ha realizzato serie sull'Istria per Rai 3 e Rai 1 ed ha scritto alcuni libri, e l'ultimo "Nata in Istria", saggistica Rizzoli, recentissimo, sarà presentato proprio a Sedriano il 6 febbraio.
 
L' Assessore alla Cultura Pace Pubblica istruzione e problemi dell'Immigrazione
Antonio Oldani cell 347 9782591
 

 

Aggiornato il: 28 novembre 2007