Sintesi sulla Casa della Pace della Provincia di Milano

Faremo nascere la Casa della Pace, come luogo di diffusione di una cultura di Pace ma non solo. Sarà luogo aperto al confronto fra le associazioni e le organizzazioni che operano quotidianamente sul nostro territorio, ed allo stesso tempo luogo di coordinamento ed elaborazione per i diversi enti locali. Un luogo dove coordinare i diversi interventi, confrontare e misurare le proprie azioni, condividere e sperimentare diverse filosofie d’intervento. In poche ma impegnative parole, praticare la pace.

Documento d’inquadramento politiche di pace per la provincia

Azione Positiva di Pace

L’istituzione di un Ufficio di Coordinamento Provinciale per la Pace esprime la volontà dell’amministrazione provinciale di svolgere una funzione di coordinamento e propositiva in materia di sensibilizzazione ed informazione sui temi della pace e della cooperazione fra il Nord ed il Sud del mondo. Tali finalità prevedono degli impegni precisi: l’affermazione di una cultura pacifista e non violenta; il fare proprio il concetto di cittadinanza mondiale (a tal fine è necessario operare sia dal punto di vista della valorizzazione culturale dei fenomeni di migrazione contemporanei, sia favorendo un processo di riequilibrio fra il Nord ed il Sud del mondo attraverso la cooperazione internazionale); la promozione di stili di vita consapevoli che prendano in considerazione la finanza etica, il consumo critico (dal commercio equo e solidale, al turismo responsabile ecc.).

Ciò significa dotarsi di strumenti di Pace, di una cultura che sappia governare i conflitti senza negarli o peggio reprimerli: una cultura che privilegi le relazioni, la convivialità, rispetto all'individualismo.

Questo significa rendere comuni a tutti gli esseri umani ed allo stesso tempo allargare la sfera dei bisogni tutelati dai diritti di cittadinanza, in un percorso che, a partire dalla partecipazione di ognuno, porti a comprendere e soddisfare i bisogni espressi; prepararsi culturalmente a comprendere ed agire in un mondo globale, valorizzando principi quali la solidarietà e la tolleranza; favorire le politiche pubbliche in materia di cooperazione internazionale, di accoglienza dei migranti tramite il coordinamento dei Comuni del Milanese e la formulazione ed analisi di quelle che andremo a definire come buone prassi.

La sfida che abbiamo di fronte non è solo una questione culturale,  dobbiamo  creare una cassetta degli attrezzi a disposizione di tutti i cittadini, ed in particolar modo di coloro che assumono una qualsiasi carica elettiva, che consenta di agire la Pace. Lavorare attivamente contro ogni guerra non è compito da professionisti del pacifismo, la Provincia si impegna a fornire strumenti concreti che consentano ad esempio il dispiegarsi di azioni di diplomazia dal basso, valorizzando l'esperienza ed il contributo delle associazioni attive sul nostro territorio, promuovendo l'informazione relativa ai vari conflitti in corso nel mondo, cercando di agire concretamente sulle sofferenze dei popoli ostaggio delle guerre e sostenendo le campagne e le mobilitazioni per una risoluzione pacifica dei conflitti in corso.

L'obiettivo di lungo periodo è proporre il nostro territorio quale sede naturale per gli incontri fra gli esponenti delle società civili in conflitto, sul modello di quanto avvenuto a Ginevra fra Israeliani e Palestinesi, alla ricerca di soluzioni spendibili nell’immediato, ma non disdegnando di raccogliere più in là nel tempo i frutti di quanto seminato sul piano del dialogo e dell'instaurazione di un nuovo intreccio di relazioni fra esponenti di comunità ad oggi in lotta fra loro.

Centrale nel perseguire questi scopi è il ruolo che può svolgere il progetto della Casa della Pace. Questo luogo si rende necessario per offrire continuità di lavoro e di relazione fra soggetti diversi fra loro quali i vari Enti Locali interessati a sviluppare politiche attive di pace e le associazioni del variegato mondo pacifista presenti sul territorio. Una Casa che si deve attrezzare per poter essere sia sede di incontri e convegni di grande richiamo, e che quindi debba poter contare su almeno una sala da tre/cinquecento posti; sia sede, attraverso una pluralità di sale più piccole, di seminari, workshop e soprattutto corsi di formazione. Questa seconda tipologia di attività si caratterizza nel cercare di formare operatori preparati nel campo della cooperazione internazionale, come di sperimentare percorsi formativi nuovi che siano utili ai soggetti sociali che vogliano perseguire la pratica della diplomazia dal basso (inoltre una tipologia di corsi che è opportuno svolgere in maniera continuativa sono quelli di lingua, questo per venire incontro sia alle esigenze delle figure precedentemente indicate, sia per cercare di operare attivamente alla valorizzazione dei processi migratori in atto sul territorio e facilitare gli scambi e le relazioni fra le differenti culture).

La Casa della Pace inoltre ha come scopo quello di dotarsi di un Centro di Documentazione e di gestire una biblioteca multimediale specializzata per la fruizione di libri, riviste, DVD/VHS e cd-rom di consultazione pubblica; e di essere luogo di mostre delle diverse arti visive.

Gli interventi promossi in proprio o in collaborazione e partecipazione con altri Enti Locali che si propone di realizzare e/o sostenere sono:

·        Attività ricreativo-culturali

·        Dibattiti e convegni

·        Interventi di cooperazione internazionale

·        Interventi di formazione

·        Iniziative a sostegno del consumo critico e del commercio equo e solidale

·        Mostre

·        Pubblicazioni di ricerche e studi

·        Campagne e attività di solidarietà

·        Gemellaggi internazionali

 

Breve periodo

 

Nel corso degli ultimi tre mesi dell'anno 2004 scopi principali dell'Ufficio Pace della Provincia di Milano saranno:

1.      Adesione ad Enti Locali di Pace;

2.      Istituzione dell’Ufficio di Coordinamento delle Politiche di Pace della Provincia di Milano;

3.      Operare una ricognizione e consultazione fra tutti i Comuni del Milanese, con particolare attenzione a quelli aderenti all'iniziativa Enti Locali per la Pace. Tale azione assume un duplice significato: da un lato serve a conoscere la pluralità di iniziative a tema Pace in campo nella provincia, il modo di operare degli Assessorati Comunali Pace (ove presenti), la situazione del Tavolo Provinciale della Pace ed un suo rilancio di discussione ed operativo; d'altro canto serve ad instaurare un rapporto di dialogo che consenta all'Assessorato di operare nel ruolo, che gli è proprio, di coordinamento, indirizzo e diffusione delle iniziative a livello locale. Questo primo compito dovrebbe esaurirsi entro il mese di settembre;

4.      Operare una ricognizione e consultazione fra tutti i soggetti associativi del Milanese che in questi anni si sono adoperati sul tema della pace. Scopi: la proposta di un tavolo di coordinamento fra gli Enti Locali del Milanese interessati e le associazioni sul tema della pace, la condivisione del progetto Casa della Pace. Compito da esaurirsi entro il mese di settembre;

5.      Produzione di un'analisi e pubblicazione delle prime buone prassi in materia di policy a tema pace, contenente una seconda parte di bibliografia ragionata sul tema. Obiettivo che dovrebbe essere valorizzato a partire dagli incontri con i Comuni, e che dovrebbe andarsi a compiere nei mesi di ottobre e novembre;

6.      Creazione della biblioteca multimediale (della futura od in essere) Casa della Pace. Biblioteca per sola consultazione: a meno di non riuscire a trovare i fondi necessari o di gestirlo in comune con le associazioni è da evitare la possibilità del prestito perché molto onerosa, si potrebbe pensare di utilizzare un timbro tipo «Proprietà pubblica e condivisa – leggimi e riportami dove mi hai trovato» da applicare sulla copertina del materiale non autoprodotto al fine di scoraggiare la sottrazione dello stesso alla Casa;

7.      Convegno promosso dalla Provincia di Milano dal titolo «Azioni di Pace – Costruzione di un'idea condivisa e positiva di Pace», da tenersi durante la seconda decade di dicembre. Sarebbe auspicabile che si svolgesse nella Casa della Pace già aperta;

8.      Per quanto attiene al progetto Casa della Pace, è auspicabile avere al più presto una definizione certa della sede, ma allo stesso tempo per rilanciare il progetto sarebbe opportuno avere un link sul sito della Provincia che contenga alcune indicazioni sul progetto, ma in particolare un formulario, che potremmo titolare «Costruisci la tua Casa della Pace». Formulario che oltre a risposte a scelta multipla possa prevedere almeno un campo finale libero per l'invio di un breve commento o suggerimento. Una volta individuata la struttura sarebbe opportuno mettere in rete una planimetria dello spazio e procedere ad una costruzione della casa partecipata dal popolo della rete (dando la possibilità di attribuire ad ogni spazio una funzione). Nel complesso questo punto si può articolare temporalmente come segue:

8.1.            entro metà settembre, progetto e formulario in rete;

8.2.            da dieci giorni dopo la definizione dello spazio alla presentazione del progetto operativo di Casa della Pace, planimetria in rete;

8.3.            analisi costante dei dati ricavati dal formulario e successivamente dalla planimetria;

9.      Istituzione della Casa della Pace. Attività all’interno della Casa della Pace (seminari e corsi di formazione con temi quali la pace e la cooperazione ecc.). Al momento dell’apertura ufficiale della Casa della Pace è da prevedersi un apposito convegno che ne esplichi le funzioni e rilanci le ragioni che ne hanno portato all'istituzione, tale incontro di carattere maggiormente formale e finalizzato ad essere attraente verso i mezzi di comunicazione di massa (rispetto a quanto previsto al punto 7), dovrebbe connotarsi per una qualificata presenza istituzionale come di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Per quanto riguarda la tempistica è da ritenersi ovviamente subordinata alle decisioni in via di definizione circa la Casa della Pace.

 

Risposta da parte delle associazioni alle proposte dell’ufficio Pace

Provincia di Milano – Azione positiva di pace

Il contributo delle associazioni del contesto fermiamo la guerra

Esprimiamo apprezzamento  all’Amministrazione provinciale che ha saputo interpretare e cogliere istanze del largo movimento pacifista milanese con atti politici significativi quali l’adesione agli enti locali per la pace, la proclamazione della Provincia di Milano “Provincia della pace”,  la costituzione della delega alla pace, dell’ufficio pace e della Casa della pace, in coerenza con quanto affermato in campagna elettorale.

Esprimiamo apprezzamento all’Amministrazione provinciale e all’assessorato alla pace per i primi contenuti che traducono questi impegni nel documento “Azione positiva di pace”, largamente condivisi, e nel metodo del confronto e dell’interlocuzione con i soggetti attivi del movimento pacifista provinciale, associazioni, sindacati, enti locali per la pace.

A partire da questa premessa le sottoscritte associazioni, parte attiva del comitato “fermiamo la guerra”, intendono contribuire con proprie proposte e considerazioni al percorso di una “Provincia di pace”, che trova nella costituenda “Casa della pace” un primo significativo e importante punto di applicazione.

o       La provincia di Milano ha un ruolo importante nelle relazioni economiche, finanziarie e commerciali col mondo e in particolare col Mediterraneo. Riteniamo che la comunità provinciale (enti locali, associazioni, forze sociali, istituzioni, scuole ecc.) possa svolgere, grazie alla funzione di coordinamento, di indirizzo e di stimolo dell’ente provincia, un ruolo significativo anche nella costruzione di relazioni tra comunità, di dialogo e collaborazione tra di esse, rinnovando la pratica dei gemellaggi, favorendo la diplomazia dal basso e la cooperazione tra comunità, coordinando l’organizzazione di missioni di contatto e conoscenza, promuovendo anche il dialogo tra parti in conflitto e agendo più in generale come promotore di convivenza civile tra i popoli.

L’ideologia pericolosa dello scontro tra civiltà va sconfitta attraverso la pratica della conoscenza reciproca, del dialogo, della collaborazione. Questa sfida passa ormai dentro la nostra stessa comunità provinciale (285.000 sono i migranti con permesso di soggiorno in provincia di Milano), sempre più “multietnica” per  composizione. Il contributo delle comunità “straniere”, dei loro componenti, vanno stimolate e valorizzate anche nella costruzione del dialogo con le loro comunità di origine, attivandole come soggetti e non solo oggetti di mediazione culturale.

o       La realtà provinciale milanese è ricca di esperienze sociali, associative, di reti che promuovono una cultura della pace e della nonviolenza. Compito dell’istituzione è quello di saperle valorizzare, cercando di mettere in relazione queste competenze diffuse con la società provinciale, con le sue articolazioni, il mondo della scuola, i territori, svolgendo un importante ruolo di sensibilizzazione e indirizzo. Decisivo è in questo quadro il ruolo degli enti locali e il loro raccordo con queste competenze, il sostegno e l’implementazione dei progetti e delle proposte della società civile organizzata.

Pensiamo a un ruolo di servizio della Provincia nella costruzione partecipata di momenti formativi, nell’allestimento di banche dati delle buone pratiche (in rapporto con gli altri enti locali del paese), nella messa a disposizione di informazioni su materiali, mostre, progetti ecc., nel favorire la conoscenza delle tante esperienze promosse dalle associazioni, nella costituzione di un centro di documentazione, nella produzione di materiali, pubblicazioni, newsletter, nella disponibilità di spazi per incontri e riunioni.

o       E’ importante investire nei giovani come ambasciatori di pace e di convivenza. La promozione degli scambi giovanili, dei campi di lavoro, del volontariato sono terreni importanti di un lavoro comune tra enti locali, Provincia e attori del movimento pacifista.

o       Promuovere e educare alla pace è anche promuovere società responsabili e consapevoli del rapporto locale-globale, dell’interdipendenza del mondo, favorire comportamenti che anche qui nel nostro quotidiano possiamo assumere.

Promuovere la pace è allora sviluppare conoscenza: delle ragioni dei conflitti, delle cause dell’ineguaglianza sociale, delle contraddizioni tra nord e sud del mondo, dei grandi temi che ci riguardano “globalmente”, come l’acqua e l’ambiente per esempio, dei poteri sopranazionali che ci determinano, troppo spesso non democraticamente, della realtà storico-politiche degli altri popoli.

Promuovere la pace è favorire la conoscenza del commercio equo, delle reti di economia solidale, dei consumi e dei comportamenti etici (che non riguardano solo gli individui ma anche le istituzioni, come consumatori, a partire dagli enti locali), delle proposte di riconversione dell’industria bellica.

Un’occasione concreta comune tra istituzioni locali e associazioni su questi temi può essere la partecipazione alla manifestazione “fai la cosa giusta”

o       Pensiamo a una Provincia attiva nel favorire la partecipazione degli enti locali ai processi di pace (pace in comune, Onu dei popoli), ai momenti di incontro internazionali (il forum degli enti locali in occasione di Porto Alegre per esempio), alle alleanze tra enti locali del nord e del sud su temi che hanno ricadute su tutte le comunità e sulla stessa sovranità degli enti locali (gli accordi sulla privatizzazione dei servizi pubblici, gli accordi di Kyoto ecc.).

o       Riteniamo utile istituzionalizzare la costituenda “Casa della pace”, perché diventi una conquista stabile, un’opportunità permanente per la comunità provinciale, e che il “progetto pace” della Provincia abbia un proprio capitolo di bilancio per sostenere non solo la “Casa della pace”, ma anche le altre iniziative ( tra l’altro previste nel vostro documento e oggetto di questo nostro confronto) e i progetti delle associazioni.

o       Nel ribadire infine l’apprezzamento per il metodo del confronto ci preme sottolineare quanto sia importante per noi anche su questa tema sperimentare e praticare la partecipazione.

Il ruolo delle istituzioni sociali, anche quando recepiscono istanze che vengono dalla società, non può essere quello di sostituirsi o di sovrapporsi a esse, ma quello di valorizzarle, di svilupparne le potenzialità, di riconoscerne il ruolo, e di coinvolgerle, nel rispetto ognuno delle proprie diverse responsabilità, nella costruzione e nell’elaborazione del “progetto pace” della Provincia. Per questo proponiamo un luogo istituzionale di incontro, una sorta di consulta della pace, che dia continuità al dialogo e al confronto tra Provincia, enti locali e soggetti sociali sul tema della pace.

o       Infine la questione del nome. Alcuni di noi sollecitano l’opportunità di evitare confusione comunicativa tra “Casa della pace” e “Casa per la pace”, proponendo di studiare soluzioni che mantenendo lo spirito del nome “Casa della pace” ne marchino sul piano comunicativo la differenza con l’altra realtà di rete.

 

Hanno aderito:

Acea, Acli, Amani, Arci, Asso Pace, Attac, Basta guerra, Berretti bianchi, Cgil, Children in crisis Italy, Cisl, Comitato Salam, Consorzio giusto, equo e solidale, Coop Accesso, Coop. Chico Mendes, Deafab, Dimensioni diverse, Fiom, Fisacat Cisl, Gan, Gruppo ecclesiale comunità S.Angelo, Le girandole, Lega ambiente, Lega disarmo unilaterale, Loc, Mag 2, Pace e dintorni, Pax Christi, Progetto comunicazione, Punto rosso, Rete lilliput, Saraj Sin Cobas, Social press, Un ponte per… . Inoltre: Aprile, Miracolo a Milano, Gruppo Donne Internazionale